Giurisprudenza commentata

Giurisprudenza commentata

Il tardivo pagamento del canone non comporta automaticamente la risoluzione della locazione

27 Maggio 2021 | di Vito Amendolagine

Trib. La Spezia

Risoluzione del contratto di locazione per fatto del conduttore

Il Tribunale di La Spezia esamina un'interessante questione concernente le conseguenze derivanti dal tardivo adempimento del pagamento di un numero limitato dei canoni di locazione, la cui valutazione poggia sulla corretta ed equilibrata interpretazione del dettato normativo riferito al combinato disposto degli artt. 1218, 1223, 1455 c.c.

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Errata raccolta differenziata e responsabilità del condominio

26 Maggio 2021 | di Maurizio Tarantino

Trib. Roma

Responsabilità per parti comuni in custodia

Chiamato ad accertare la legittimità della pronuncia di condanna del Giudice di Pace nei confronti del condominio per errato conferimento dei rifiuti, il Tribunale adìto ha evidenziato che lo spazio condominiale utilizzato per la custodia dei contenitori e la presenza dei rifiuti irregolarmente conferiti rappresentava la cosa oggetto di violazione prevista dall'art. 6 della l. 689/1981...

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La portata del giudicato di annullamento della delibera di assemblea condominiale

25 Maggio 2021 | di Giulio Cicalese

Cass. civ.

Impugnazione della delibera (legittimazione attiva e passiva)

Il giudicato di annullamento della delibera di assemblea condominiale ha portata meramente negativa, in quanto si limita a precludere l'approvazione di un atto affetto dai medesimi vizi; esso, quindi, per via del meccanismo previsto dall'art. 34 c.p.c., non si estende automaticamente anche alla validità della norma del regolamento di condominio la cui violazione ha generato l'atto viziato.

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Limiti alla trasformazione del tetto comune in terrazza esclusiva da parte del proprietario dell'unità immobiliare sottostante

24 Maggio 2021 | di Alberto Celeste

Cass. civ.

Tetto

Il Supremo Collegio si è occupato di una fattispecie abbastanza frequente nella realtà condominiale, riguardante l'iniziativa, da parte del proprietario dell'unità immobiliare sottostante al tetto comune del fabbricato, volta a trasformare tale tetto in terrazza esclusiva, al fine di aggiungere uno spazio all'aperto al suo appartamento ed aumentare la luminosità della stanza situata nel sottotetto; anche se i principi espressi vanno “calati” alla fattispecie concreta sottoposta all'esame dei giudici di legittimità - il che ha, talvolta, dato luogo a verdetti contrastanti sulla liceità della stessa iniziativa - la pronuncia in commento contiene, comunque, opportune precisazioni sia con riferimento al rifacimento dell'edificio in caso di perimento parziale, sia in ordine alla corretta perimetrazione dell'ordine giudiziale di ripristino dello stato dei luoghi.

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Giuridica esistenza e rappresentanza del supercondominio

20 Maggio 2021 | di Guerino De Santis

Trib. Catania

Supercondominio (assemblea e amministratore)

Il c.d. supercondominio ha trovato specifico riconoscimento nell'art. 1117-bis c.c., lasciando però grossi vuoti interpretativi inerenti la sua giuridica esistenza, nonché la rappresentanza in giudizio e di fronte ai terzi. Prima della riforma del condominio (l. n. 220/2012), la giurisprudenza ha pacificamente parlato di supercondominio ogni volta che vi è un raggruppamento di edifici, costituenti autonomi condominii anche strutturalmente separati, che abbia spazi e beni di comune proprietà o servizi destinati all'uso comune al quale sono applicabili le norme relative al condominio in relazione alle parti comuni di cui all'art. 1117 c. c. Il Tribunale di Catania con l'ordinanza collegiale in commento ha dipanato, in maniera esemplare, due aspetti controversi che hanno visto confrontarsi dottrina e giurisprudenza: la genesi del supercondominio e la sua rappresentanza.

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Ricostruzione dell'edificio: non è indennizzabile il condomino che ha subito una notevole diminuzione di consistenza della propria abitazione

19 Maggio 2021 | di Maurizio Tarantino

App. Salerno

Perimento dell’edificio

Chiamata ad accertare la legittimità della pronuncia del giudice di primo grado di condanna nei confronti del Condominio, riformando la pronuncia, la Corte territoriale ha precisato che la riduzione di superficie della proprietà attorea, a seguito di ricostruzione successiva all'evento del sisma, non era dipesa dal Condominio sulla base di un prospettato fatto illecito foriero di danno risarcibile a mente dell'art. 2043 c.c. Difatti, a fronte della doverosità delle demolizioni e della ricostruzione dell'edificio, non poteva in nessun modo essere ascritto alla responsabilità dell'ente alcun comportamento o atto illecito da risarcire.

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Trasformazione irreversibile del diritto al godimento dell'alloggio residenziale pubblico assegnato, da locazione semplice a trasferimento della proprietà

17 Maggio 2021 | di Alberto Celeste

Cass. civ.

Edilizia residenziale pubblica

La I Sezione civile della Corte di Cassazione ha risolto le questioni di diritto correlate all'acquisizione della titolarità, in capo all'assegnatario di alloggio residenziale pubblico, di un diritto soggettivo alla stipula del contratto di compravendita, suscettibile di esecuzione forzata in forma specifica ai sensi dell'art. 2932 c. c., laddove il procedimento attivato con la presentazione della domanda di riscatto si sia concluso con l'accettazione e la comunicazione del prezzo da parte dell'Amministrazione, a fronte di un successivo provvedimento amministrativo di decadenza del privato dall'assegnazione.

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In quale veste l'amministratore del condominio è tenuto a comunicare al terzo creditore i dati dei condomini morosi?

13 Maggio 2021 | di Guerino De Santis

Trib. Massa

Amministratore (attribuzioni)

La Riforma della normativa condominiale, recependo l'ormai consolidato orientamento della giurisprudenza, che ha preso spunto dalla famosa sentenza delle Sezioni Unite del 2008 in tema di adempimento parziario delle obbligazioni condominiali nei confronti dei terzi creditori, ha formulato, nell'àmbito dell'art. 63 disp. att. c.c., il principio secondo cui l'amministratore di condominio è tenuto “a comunicare ai creditori non ancora soddisfatti che lo interpellino i dati dei condomini morosi”, aggiungendo che “i creditori non possono agire nei confronti degli obbligati in regola con i pagamenti, se non dopo l'escussione degli altri condomini”. Resta da chiarire, non essendo la norma per nulla limpida, se il legislatore, quando parla di “amministratore di condominio,” si riferisca al mandatario del condominio o meno. Il Tribunale di Massa ritiene che non vi siano dubbi: il soggetto legittimato a comunicare la lista dei condomini morosi al creditore procedente sia da rinvenire nell'amministratore nella sua qualità di mandatario del condominio e non nell'amministratore inteso quale persona fisica.

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I limiti della sospensione dell'esecuzione dei provvedimenti di rilascio

12 Maggio 2021 | di Paolo Scalettaris

Trib. Udine

Esecuzione per rilascio

Il decreto in commento prende in considerazione la sospensione dell'esecuzione dei provvedimenti di rilascio degli immobili urbani prorogata dal d.l. n. 183/2020 (c.d. Milleproroghe). Il Tribunale friulano - formulati alcuni rilievi di carattere generale utili per meglio comprendere la portata ed il significato della proroga della sospensione delle esecuzioni dei provvedimenti di rilascio - conclude per l'esclusione dell'operatività della sospensione nei confronti del titolo esecutivo costituito dal provvedimento giudiziale con cui sia dichiarata la risoluzione per inadempimento dell'utilizzatore di un contratto di locazione finanziaria relativo ad un immobile.

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L'amministratore di condominio non è legittimato a partecipare al procedimento di mediazione in mancanza di espresso mandato assembleare

10 Maggio 2021 | di Katia Mascia

Trib. Massa

Mediazione obbligatoria (condominio)

La sentenza emessa dal Tribunale di Massa affronta il tema della legittimazione processuale dell'amministratore di condominio, con riferimento sia all'opposizione contro il decreto ingiuntivo promossa nei confronti dell'ex amministratore - che agiva per il pagamento di pregresse competenze - sia al successivo procedimento di mediazione, promosso per ordine del giudice, trattandosi di materia sottoposta a condizione di procedibilità obbligatoria ex art. 5-bis del d.lgs. 4 marzo 2010, n. 28.

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