Giurisprudenza commentata

Giurisprudenza commentata

Ricostruzione dell'edificio: non è indennizzabile il condomino che ha subito una notevole diminuzione di consistenza della propria abitazione

19 Maggio 2021 | di Maurizio Tarantino

App. Salerno

Perimento dell’edificio

Chiamata ad accertare la legittimità della pronuncia del giudice di primo grado di condanna nei confronti del Condominio, riformando la pronuncia, la Corte territoriale ha precisato che la riduzione di superficie della proprietà attorea, a seguito di ricostruzione successiva all'evento del sisma, non era dipesa dal Condominio sulla base di un prospettato fatto illecito foriero di danno risarcibile a mente dell'art. 2043 c.c. Difatti, a fronte della doverosità delle demolizioni e della ricostruzione dell'edificio, non poteva in nessun modo essere ascritto alla responsabilità dell'ente alcun comportamento o atto illecito da risarcire.

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Trasformazione irreversibile del diritto al godimento dell'alloggio residenziale pubblico assegnato, da locazione semplice a trasferimento della proprietà

17 Maggio 2021 | di Alberto Celeste

Cass. civ.

Edilizia residenziale pubblica

La I Sezione civile della Corte di Cassazione ha risolto le questioni di diritto correlate all'acquisizione della titolarità, in capo all'assegnatario di alloggio residenziale pubblico, di un diritto soggettivo alla stipula del contratto di compravendita, suscettibile di esecuzione forzata in forma specifica ai sensi dell'art. 2932 c. c., laddove il procedimento attivato con la presentazione della domanda di riscatto si sia concluso con l'accettazione e la comunicazione del prezzo da parte dell'Amministrazione, a fronte di un successivo provvedimento amministrativo di decadenza del privato dall'assegnazione.

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In quale veste l'amministratore del condominio è tenuto a comunicare al terzo creditore i dati dei condomini morosi?

13 Maggio 2021 | di Guerino De Santis

Trib. Massa

Amministratore (attribuzioni)

La Riforma della normativa condominiale, recependo l'ormai consolidato orientamento della giurisprudenza, che ha preso spunto dalla famosa sentenza delle Sezioni Unite del 2008 in tema di adempimento parziario delle obbligazioni condominiali nei confronti dei terzi creditori, ha formulato, nell'àmbito dell'art. 63 disp. att. c.c., il principio secondo cui l'amministratore di condominio è tenuto “a comunicare ai creditori non ancora soddisfatti che lo interpellino i dati dei condomini morosi”, aggiungendo che “i creditori non possono agire nei confronti degli obbligati in regola con i pagamenti, se non dopo l'escussione degli altri condomini”. Resta da chiarire, non essendo la norma per nulla limpida, se il legislatore, quando parla di “amministratore di condominio,” si riferisca al mandatario del condominio o meno. Il Tribunale di Massa ritiene che non vi siano dubbi: il soggetto legittimato a comunicare la lista dei condomini morosi al creditore procedente sia da rinvenire nell'amministratore nella sua qualità di mandatario del condominio e non nell'amministratore inteso quale persona fisica.

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I limiti della sospensione dell'esecuzione dei provvedimenti di rilascio

12 Maggio 2021 | di Paolo Scalettaris

Trib. Udine

Esecuzione per rilascio

Il decreto in commento prende in considerazione la sospensione dell'esecuzione dei provvedimenti di rilascio degli immobili urbani prorogata dal d.l. n. 183/2020 (c.d. Milleproroghe). Il Tribunale friulano - formulati alcuni rilievi di carattere generale utili per meglio comprendere la portata ed il significato della proroga della sospensione delle esecuzioni dei provvedimenti di rilascio - conclude per l'esclusione dell'operatività della sospensione nei confronti del titolo esecutivo costituito dal provvedimento giudiziale con cui sia dichiarata la risoluzione per inadempimento dell'utilizzatore di un contratto di locazione finanziaria relativo ad un immobile.

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L'amministratore di condominio non è legittimato a partecipare al procedimento di mediazione in mancanza di espresso mandato assembleare

10 Maggio 2021 | di Katia Mascia

Trib. Massa

Mediazione obbligatoria (condominio)

La sentenza emessa dal Tribunale di Massa affronta il tema della legittimazione processuale dell'amministratore di condominio, con riferimento sia all'opposizione contro il decreto ingiuntivo promossa nei confronti dell'ex amministratore - che agiva per il pagamento di pregresse competenze - sia al successivo procedimento di mediazione, promosso per ordine del giudice, trattandosi di materia sottoposta a condizione di procedibilità obbligatoria ex art. 5-bis del d.lgs. 4 marzo 2010, n. 28.

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Responsabilità dell'amministratore di condominio per la morte dell'operaio addetto alla pulizia dell'ascensore

07 Maggio 2021 | di Maria Beatrice Magro

Cass. pen.

Responsabilità penale dell’amministratore

La questione sottoposta alla Suprema Corte concerne la qualificazione dell'amministratore di condominio quale committente con riferimento al contratto di affidamento di lavori da eseguirsi nell'interesse del condominio fuori dai casi di necessità e urgenza di cui all'art. 1130 c.c., norma che investe l'amministratore del potere di eliminare una pregressa condizione di pericolosità per l'incolumità pubblica, qualora il contratto di appalto sia stato conferito con deliberazione direttamente dall'assemblea e la ditta sia stata selezionata dall'assemblea dei condomini, oppure nell'ipotesi in cui egli abbia agito in esecuzione di una delibera assembleare, e non di propria iniziativa.

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Locazione e Covid 19: la ripartizione del rischio tra le parti del rapporto

04 Maggio 2021 | di Ladislao Kowalski

Trib. Firenze

Morosità (inadempimento)

Si discute, ancorché in sede sommaria di richiesta dell'ordinanza di rilascio dell'immobile a seguito dell'opposizione allo sfratto per morosità, dell'incidenza che l'emergenza sanitaria da Covid-19 avrebbe rispetto al provvedimento richiesto. L'ordinanza provvisoria di rilascio ex art. 665 c.p.c. viene negata, considerando le disposizioni di cui agli artt. 1175, 1375, 1374, 1218, 1223 e 1623 c.c. e la notorietà degli eventi di fatto incidenti sulla locazione. Ciò in relazione ad un rapporto di locazione per uso diverso.

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L'acquiescenza del condominio alla pronuncia esclude la legittimazione all'impugnazione del condomino interventore adesivo dipendente

29 Aprile 2021 | di Vito Amendolagine

Cass. civ.

Impugnazione della delibera (legittimazione attiva e passiva)

La fattispecie decisa dalla Cassazione riprende l'insegnamento precedentemente emerso nella stessa giurisprudenza di legittimità sulla distinzione tra intervento adesivo autonomo e dipendente, ribadendone la differente incidenza in punto di legittimazione ad impugnare la pronuncia del giudice di prime cure, con particolare riferimento alla posizione assunta dal condomino interventore dipendente nel caso di contumacia del condominio, quale parte adiuvata, con la conseguente sua acquiescenza alla sentenza.

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Il rapporto di custodia ed accessorietà dell'impianto fognario nel supercondominio

26 Aprile 2021 | di Vito Amendolagine

Cass. civ.

Impianto idrico e fognario

La fattispecie decisa dalla Cassazione risolve una controversia in cui la vasca di raccolta delle acque nere, la cui mancata realizzazione aveva cagionato la tracimazione dei liquami all'interno di un'unità immobiliare, e che doveva essere collocata nella parte dell'impianto fognario posta ad esclusivo servizio di un singolo edificio condominiale, ne comporta l'esclusiva responsabilità, attribuibile ad esso soltanto, non potendosi estendere agli altri condomìni del complesso costituente un supercondominio gli obblighi di custodia e manutenzione gravanti sull'amministratore e sull'assemblea del singolo edificio.

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Sospensione del pagamento del canone e corretta perimetrazione dell'eccezione di inadempimento

22 Aprile 2021 | di Alberto Celeste

Cass. civ.

Morosità (inadempimento)

Riguardo alle condizioni che legittimano il conduttore a sospendere, in tutto o in parte, il pagamento del canone, il Supremo Collegio - dovendo valutare, in una causa di sfratto per morosità intimato dal locatore, la fondatezza dell'eccezione di inadempimento sollevata dal conduttore - ha oramai abbandonato l'orientamento più rigoroso che riteneva legittima la sospensione, anche parziale, della prestazione gravante sul conduttore soltanto quando venisse completamente a mancare la prestazione della controparte, cassando la sentenza di merito, la quale aveva ritenuto illegittima la sospensione del pagamento dei canoni, a fronte dell'impossibilità di utilizzare tutte le parti dell'immobile all'uso convenuto (nella specie, attività commerciale) per irregolarità urbanistico-amministrative, assenza di mutamento di destinazione d'uso e di agibilità.

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