Giurisprudenza commentata

Giurisprudenza commentata

Il condomino presente e votante non può fare valere come motivo di impugnativa la mancata convocazione di altri partecipanti

09 Marzo 2022 | di Adriana Nicoletti

App. Roma

Impugnazione della delibera (legittimazione attiva e passiva)

La sentenza in commento ha confermato due principi che, in materia di impugnazione delle delibere assembleari, sembrano oramai più che consolidati. Ciascun condomino, nei limiti prescritti dalla legge, ha il diritto di contestare giudizialmente la validità di una delibera, ma non può dare voce a chi tale diritto non abbia voluto esercitare. La domanda di annullamento di una delibera non può essere accolta se l'interesse, anche ma non necessariamente economico, eventualmente spettante all'attore, sia obiettivamente minimo.

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Erronea introduzione dell’opposizione a d.i.: le Sezioni Unite non colgono l’occasione per mutare orientamento

08 Marzo 2022 | di Roberta Metafora

Cass. civ., sez. un.

Mediazione e opposizione a decreto ingiuntivo

Laddove l'opposizione a decreto ingiuntivo concesso in materia di locazione sia erroneamente proposta con citazione, essa può ritenersi tempestiva solo se entro il termine di cui all'art. 641 c.p.c. avvenga l'iscrizione a ruolo mediante deposito in cancelleria della citazione, non potendo trovare applicazione l’art. 4 del d.lgs. 150/2011.

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Il credito risarcitorio in difesa della proprietà immobiliare al vaglio delle Sezioni Unite

07 Marzo 2022 | di Franco Petrolati

Cass. civ.

Occupazione abusiva

La terza sezione civile ha rimesso alle Sezioni Unite la questione di massima, ritenuta di particolare importanza, circa la configurabilità di un danno in re ipsa per il proprietario nell’ipotesi di occupazione sine titulo dell’immobile.

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Il contratto di ormeggio tra locazione e deposito con riflessi anche in ordine alla scelta del rito da applicare

03 Marzo 2022 | di Massimo Ginesi

Trib. Roma

Controversie locatizie

Il Tribunale di Roma, chiamato a decidere su opposizione a decreto ingiuntivo relativo al pagamento del corrispettivo per il godimento di un posto barca, si pronuncia sulla natura del rapporto contrattuale, elaborando un'accurata e puntuale disamina dei molti profili che la peculiare fattispecie pone all'interprete, sia alla luce del-la natura demaniale del bene e del titolo di godimento concessorio in capo a colui che poi ne cede l'utilizzo ter-zi, sia sotto la qualificazione giuridica di tale ultimo negozio, che appare avere natura mista e la cui disciplina deve essere mutuata dalle diverse figure tipiche (locazione, comodato, deposito, ecc.) a seconda delle condizioni convenute dalle parti e che risultano essere prevalenti nella singola pattuizione. L'individuazione della fattispecie, nel caso concreto, conduce anche a conseguenze sulla scelta del rito e consente al magistrato capitolino di statuire pregiudizialmente per l'inammissibilità dell'opposizione introdotta con rito ordinario ed iscritta a ruolo successivamente al decorso del termine previsto dall'art. 641 c.p.c., aderendo ad indirizzo consolidato e che ha, di recente, trovato avvallo nella giurisprudenza delle Sezioni Unite.

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Va rimosso l'impianto di condizionamento, installato sulla facciata condominiale, se lede il decoro architettonico dello stabile

02 Marzo 2022 | di Katia Mascia

Trib. Treviso

Decoro architettonico

Per il Tribunale di Treviso, può avere incidenza lesiva del decoro architettonico di uno stabile l'unità esterna di un impianto di condizionamento, installata da un condomino sulla parete perimetrale dell'edificio condominiale e servente la sua abitazione, anche se tale decoro sia stato compromesso da precedenti interventi modificativi sull'immobile, di cui non sia stato preteso il ripristino.

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Il torrino realizzato sulla terrazza comune con accesso diretto, riservato ad un solo condomino

28 Febbraio 2022 | di Alberto Celeste

Cass. civ.

Uso delle cose comuni (alterazione della destinazione)

La pronuncia in commento si inserisce nel filone giurisprudenziale volto a delineare i princìpi per la corretta applicazione dell'art. 1102 c.c. nella realtà condominiale, e segnatamente i concetti di “pari uso” e di “alterazione della destinazione”, che si pongono come paletti invalicabili riguardo alle iniziative del singolo partecipante. Si consideri, però, che le censure del ricorrente erano, in realtà, volte a dimostrare le incongruenze della sentenza impugnata rispetto alle emergenze istruttorie: in particolare, si ambiva ad una rivalutazione dei fatti difforme da quella operata dal giudice di merito - sia in punto di consistenza strutturale delle opere realizzate, sia riguardo alla loro dislocazione spaziale - ma ciò supponeva un accesso diretto agli atti ed una loro rinnovata delibazione, in maniera da pervenire ad una diversa validazione e legittimazione inferenziale degli elementi probatori, del tutto inammissibile in sede di legittimità. Comunque, l'ordinanza si segnala, altresì, per l'affermazione di interessanti considerazioni più prettamente processuali, segnatamente in materia di litisconsorzio (necessario e facoltativo).

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L'amministratore è responsabile per la mancata convocazione di alcuni condomini?

23 Febbraio 2022 | di Guerino De Santis

Trib. Modena

Avviso di convocazione

La diligenza dell'amministratore nell'esecuzione del rapporto di mandato rappresenta un obbligo dello stesso così come conferitogli dagli artt. 1710 e 1176 c.c., che si differenzia dalla responsabilità derivante dall'inadempimento contrattuale foriero di risarcimento danni. Si dibatte se l'amministratore di condominio sia o meno responsabile della mancata convocazione di alcuni condomini in vista dell'assemblea condominiale, laddove i pretermessi impugnino il verbale di assemblea adottato in loro assenza, successivamente annullato in autotutela, ed il condominio venga condannato al pagamento delle spese di difesa in favore delle controparti per il principio della c.d. soccombenza virtuale. Il Tribunale di Modena propende, in casi del genere, per la figura dell'inadempimento contrattuale, che manda esente da responsabilità l'amministratore, in quanto il potere di controllare la regolarità della convocazione spetta all'assemblea.

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Quando il lastrico solare si trasforma in un ginepraio…

21 Febbraio 2022 | di Gian Andrea Chiesi, Andrea Odierno

Cass. civ.

Lastrico solare

Il lastrico solare (come la terrazza a livello con funzioni di copertura) rappresenta, a dispetto della semplicità della relativa tecnica costruttiva, uno degli elementi di maggiore complessità giuridica all'interno dell'universo condominiale, riservando inaspettate sorprese finanche allorché si tratti di definirne il regime proprietario, pur quando ad esso si acceda da un immobile in proprietà esclusiva…

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Incendio della cosa locata e prevenzione antincendio

16 Febbraio 2022 | di Silvio Rezzonico

Trib. Milano

Incendio della cosa locata assicurata

Non può ritenersi sufficiente l'innesco a seguito di fulmine ad escludere la responsabilità del conduttore per l'incendio della cosa locata, attesa la palese violazione del dovere di custodia a suo carico. Nell'eventualità della persistente incertezza circa l'individuazione della concreta causa del danno, rimane a carico del conduttore il fatto ignoto, in quanto non idoneo ad eliminare il dubbio in ordine allo svolgimento eziologico dell'accadimento (nella specie, il fattore di innesco dell'incendio è stato individuato in un fulmine che si era abbattuto nei pressi di un capannone). A norma dell'art. 20, comma 1, del d.lgs. n. 139/2006, sono soggetti ai controlli di prevenzione incendi, alla presentazione della SCIA e al rinnovo periodico della conformità antincendio, i titolari delle attività che comportino la detenzione e l'impiego di prodotti infiammabili, incendiabili o esplodenti atti a procurare, in caso di incendio, gravi pericoli per l'incolumità personale - a prescindere dalle attività comprese nell'elenco esemplificativo e non tassativo di cui all'appendice I allegata al d.P.R. n. 151/2011 - essendo a tal fine sufficienti le nozioni di fatto sui prodotti infiammabili, alla stregua della comune esperienza, ai sensi dell'art. 115, comma 2, c.p.c.

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È nulla per difetto di causa la clausola del regolamento che esonera il condomino/costruttore dal pagamento delle spese condominiali

14 Febbraio 2022 | di Gianluigi Frugoni

Trib. Roma

Regolamento contrattuale (opponibilità)

La validità della clausola del regolamento di condominio, che esonera dal pagamento delle spese il costruttore, deve essere esaminata prescindendo dalla derogabilità convenzionale dell'art. 1123 c.c. sui criteri legali di ripartizione delle spese condominiali (pacifica), dovendo l'indagine spingersi alla verificazione della sussistenza di una legittima causa contrattuale che la giustifichi.

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