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Rovina delle parti comuni dell’edificio

Sommario

Inquadramento | Rovina o difetti delle parti comuni a seguito della costruzione o ristrutturazione dell'immobile | L'applicazione dell'art. 1669 c.c. al condominio | Il condominio quale custode dei beni e servizi comuni in relazione all'art. 2053 c.c. | La minaccia di rovina e l'omissione dei lavori necessari (la fattispecie di cui all'art. 677 c.p.) | Casistica | Guida all'approfondimento |

 

Per rovina dell'edificio si intende ogni disgregazione, sia pure limitata, degli elementi strutturali della costruzione, ovvero degli elementi accessori in essa stabilmente incorporati (ex plurimis: Cass. civ., sez. III, 14 ottobre 2005, n. 19974); quindi non solo il crollo improvviso o il disfacimento verificatosi in un periodo piuttosto breve, dell'edificio o della costruzione nella loro totalità o nella maggior parte, ma anche il distacco di una parte non trascurabile di questo. È sufficiente, pertanto, anche il distacco di una parte dell'intonaco, o di un cornicione di un balcone che comportino il rischio per l'incolumità delle persone per aversi rovina. Nel condominio la rovina va chiaramente riferita alle parti comuni alla cui manutenzione e controllo presiede l'amministratore. Della rovina dell'edificio ne parlano l'art. 1669 c.c. («Rovina e difetti di cose immobili», nel Titolo III, Capo VII del libro quarto delle obbligazioni - appalto); l'art. 2053 c.c. («Rovina dell'edificio», nel Titolo IX sempre del libro quarto dedicato ai fatti illeciti); l'art. 676 c.p. («Rovina di edifici o di altre costruzioni») ed infine l'art.677 c.p. («Omissione di lavori in edifici o costruzioni che minacciano rovina»). La rovina deve tenersi distinta dalla fattispecie di perimento totale...

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