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Neve e ghiaccio all’ingresso dello stabile condominiale: niente risarcimento per la persona disattenta e finita rovinosamente a terra

Neve e ghiaccio coprono la pavimentazione del cortile del condominio. Questi due elementi non bastano, poiché facilmente prevedibili – visto il meteo e l'orario –, a legittimare la richiesta di risarcimento avanzata dalla persona che camminando a tarda sera nel cortile è finito rovinosamente a terra (Cass. civ., sez. VI, 6 luglio 2021, n. 19094).

Scenario della disavventura vissuta da un uomo è un condominio in Brianza. Tutto si svolge in pochi attimi: sono passate le 23 quando l'uomo sta camminando nel cortile, reso viscido dalla presenza della neve, caduta durante tutto il giorno, e del ghiaccio formatosi con le temperature bassissime della sera, ma all'improvviso perde l'equilibrio e finisce a terra.

Il dolore fisico e l'arrabbiatura spingono l'uomo a citare in giudizio il condominio, ritenendolo colpevole della disavventura vissuta, e a chiedere un adeguato ristoro economico. Egli sostiene di «essere caduto in corrispondenza dell'ingresso dello stabile» a causa della «presenza di ghiaccio e di neve non rimossa sul pavimento lastricato a mattonelle (qualcuna anche sconnessa)».

Per i Giudici di merito, però, è impossibile anche solo ipotizzare un risarcimento. In particolare, in Appello viene evidenziato che «l'uomo non ha fatto nessun accenno alla sconnessione delle piastrelle come causa della caduta, attribuita soltanto alla presenza di neve» e che, inoltre, «non si può affermare che lo stato dei luoghi presentasse un'obiettiva pericolosità».

Di conseguenza, i Giudici di secondo grado concludono attribuendo «la causa della caduta alla condotta negligente della persona danneggiata», essendo, spiegano, «la presenza della neve visibile e nota all'uomo, sia perché era caduta per tutta la giornata, sia perché egli era già passato da quello stesso luogo per entrare all'interno del locale sito nello stabile condominiale, nonché risultando la presenza di ghiaccio, alle ore 23 circa del 15 dicembre, non solo assolutamente prevedibile, ma tale da imporre una cautela adeguata ad una situazione di potenziale rischio».

Inutile il ricorso proposto in Cassazione dall'uomo. Respinta definitivamente, difatti, la tesi mirata a sostenere la responsabilità del condominio. Ciò perché vanno escluse sia «l'alterazione della cosa, consistita nella presenza di neve e ghiaccio sul pavimento» sia «la sua imprevedibilità e invisibilità».

In sostanza, «non avendo l'uomo mai fatto nemmeno un accenno alla sconnessione della pavimentazione», è logico attribuire «la causa della caduta alla negligenza» dell'uomo. Anche perché, viene aggiunto, «egli ha affermato di essere scivolato sul pavimento dell'ingresso dello stabile, reso viscido per la presenza di ghiaccio e neve caduta nella giornata e non adeguatamente rimossa», e quindi è logico considerare tale situazione «non solo prevedibile, date le circostanze di tempo e di luogo dell'incidente, ma anche tale da imporre una cautela adeguata alla situazione di rischio».

 

Fonte: dirittoegiustizia.it

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