Giurisprudenza commentata

Casapound in condominio: il regolamento non basta a bloccare l'insediamento di un'associazione caratterizzata da estremismo ideologico

Sommario

Massima | Il caso | La questione | Le soluzioni giuridiche | Osservazioni | Riferimenti |

 

Chiamato a valutare la violazione del regolamento, con condanna alla cessazione delle attività poste in essere e non consentite, il Tribunale di Forlì ha precisato che i divieti ed i limiti di destinazione alle facoltà di godimento dei condomini sulle unità immobiliari in proprietà esclusiva devono risultare da espressioni incontrovertibilmente rivelatrici di un intento chiaro ed esplicito, non suscettibile di dar luogo ad incertezze. Nella vicenda, secondo il giudicante, l'adibizione ad attività di associazionismo politico, ma anche di somministrazione cibi e bevande, non poteva ritenersi ex se esclusa dal regolamento, in quanto non espressamente vietata né comunque preclusa da chiare e inequivocabili espressioni del regolamento stesso. Difatti, nel regolamento mancavano sia l'elencazione delle attività vietate, sia una chiara individuazione dei pregiudizi che si intendevano prevenire, non apparendo adeguato all'uopo il vago riferimento alla tranquillità dei condomini.

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