Focus

La riassunzione dei processi a seguito dell'incostituzionalità della seconda proroga della sospensione delle procedure esecutive sull'abitazione principale

Sommario

Il quadro normativo | Il provvedimento della Corte Costituzionale n. 128/2021 | L'azione esecutiva | Il diritto all'abitazione | La ragionevolezza e proporzionalità del bilanciamento sotteso alla proroga della sospensione delle esecuzioni aventi ad oggetto l'abitazione principale del debitore esecutato | La sovrapposizione di normative e adattamento delle misure emergenziali dettate per i giudizi civili | Il protrarsi del sacrificio richiesto ai creditori procedenti in executivis | L'incostituzionalità della seconda proroga | In conclusione | Riferimenti |

 

L'art. 54-ter del d.l. n. 18/2020 ha destato grandi perplessità tra gli operatori del settore delle esecuzioni immobiliari per il suo impatto nel processo esecutivo. Per tali motivi, a seguito delle contestazioni dei giudici di merito, con la sentenza n. 128 del 22 giugno 2021, il giudice delle leggi ha dichiarato l'illegittimità costituzionale - con riferimento agli artt. 3, comma 1, e 24, commi 1 e 2, Cost. - dell'art. 13, comma 14, del d.l. 31 dicembre 2020, n. 183, come convertito, nella parte in cui ha previsto la seconda proroga (dal 1° gennaio al 30 giugno 2021), disponendo la temporanea sospensione delle procedure esecutive aventi ad oggetto l'abitazione principale, poiché il bilanciamento ad essa sotteso è divenuto, nel tempo, irragionevole e sproporzionato, avendo il legislatore prorogato una misura generalizzata e di extrema ratio, mentre avrebbe dovuto specificare i presupposti soggettivi e oggettivi della misura, anche eventualmente demandando al vaglio dello stesso giudice dell'esecuzione il contemperamento in concreto degli interessi in gioco.

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