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Procedimento di nomina dell'amministratore giudiziario: la buona fede del condomino esclude la condanna alle spese per lite temeraria

10 Dicembre 2019 | di Redazione scientifica

Cass. civ.

Procedimenti camerali in materia condominiale

È ammissibile il ricorso per cassazione del decreto di nomina dell'amministratore giudiziario, qualora si censuri la statuizione relativa alla condanna al pagamento delle spese del procedimento, poiché in tale evenienza vengono in rilievo posizioni giuridiche soggettive di debito e credito discendenti da un rapporto obbligatorio autonomo rispetto a quello in esito al cui esame è stata adottata la decisione.

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Cedolare secca: aliquota ridotta e stato di emergenza

09 Dicembre 2019 | di Redazione scientifica

Ag. Entrate

Cedolare secca

Si fa riferimento alle calamità naturali o connesse con l'attività dell'uomo che, in ragione della loro intensità ed estensione debbono, con immediatezza d'intervento, essere fronteggiate con mezzi e poteri straordinari da impiegare durante limitati e predefiniti periodi di tempo. In questi casi il Consiglio dei Ministri, delibera lo stato d'emergenza, fissandone la durata e determinandone l'estensione territoriale con specifico riferimento alla natura e alla qualità degli eventi e disponendo in ordine all'esercizio del potere di ordinanza.

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Alloggio di servizio: carattere gratuito del comodato anche se alcune spese sono poste a carico del portiere

06 Dicembre 2019 | di Redazione scientifica

Cass. civ.

Portineria e alloggio del portiere

In presenza di un modus a carico del comodatario, il carattere di essenziale gratuità del comodato viene meno solo se il vantaggio conseguito dal comodante si pone come corrispettivo del godimento della cosa con natura di controprestazione e non quando il comodatario si limiti al pagamento della somma periodica a titolo di rimborso spese.

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Lodo arbitrale: sindacato di legittimità e convincimento espresso dalla Corte del merito

04 Dicembre 2019 | di Redazione scientifica

Cass. civ.

Arbitrato e clausola compromissoria (condominio)

In tema di impugnazione del lodo arbitrale, il difetto di motivazione, quale vizio riconducibile all'art. 829 n. 5 c.p.c., in relazione all'art. 823, n. 3 c.c., è ravvisabile soltanto nell'ipotesi in cui la motivazione del lodo manchi del tutto ovvero sia a tal punto carente da non consentire l'individuazione della ratio della decisione adottata o, in altre parole, da denotare un iter argomentativo assolutamente inaccettabile sul piano dialettico, sì da risolversi in una non­ motivazione.

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COSAP non dovuta dal condominio in assenza del presupposto impositivo

02 Dicembre 2019 | di Redazione scientifica

Cass. civ., sez. II, ord. 31 ottobre 2019, n. 28148

Suolo e sottosuolo

Il COSAP costituisce il corrispettivo di una concessione, reale o presunta dell'uso esclusivo o speciale di beni pubblici. Esso, pertanto, è dovuto non in base alla limitazione o sottrazione all'uso normale o collettivo di parte del suolo, ma in relazione all'utilizzazione particolare o eccezionale che ne trae il singolo.

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Riduzione del rischio sismico in condominio minimo: il quantum dello sconto fiscale dipende dalla data di inizio delle procedure autorizzatorie

29 Novembre 2019 | di Redazione scientifica

Ag. Entrate

Ag. Entrate, risp. 25 ottobre 2019, n. 431.pdf

Impianto centralizzato di produzione di energia

Il D.L. n. 63/2013, inerente il sisma bonus, si riferisce espressamente agli interventi relativi all'adozione di misure antisismiche eseguiti mediante demolizione e ricostruzione di interi fabbricati, anche con variazione volumetrica rispetto all'edificio preesistente, nei limiti consentiti dalle disposizioni normative urbanistiche, e che determinino il passaggio a una o a due classi inferiori di rischio sismico. Relativamente agli interventi di riduzione del rischio sismico ammessi al sisma bonus, la detrazione riguarda le spese sostenute per interventi le cui procedure autorizzatorie sono iniziate dopo il 1° gennaio 2017.

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La revoca pretestuosa dell'amministratore legittima la condanna del condomino per lite temeraria

27 Novembre 2019 | di Redazione scientifica

Cass. civ., sez. VI, ord. 24 ottobre 2019, n. 27326

Amministratore (revoca giudiziale)

Ai sensi dell'art. 96, comma 3, c.p.c., quando pronuncia sulle spese ai sensi dell'articolo 91 c.p.c., il giudice, anche d'ufficio, può altresì condannare la parte soccombente al pagamento, a favore della controparte, di una somma equitativamente determinata. Pertanto, in materia di responsabilità aggravata, ai fini della condanna al risarcimento dei danni, l'accertamento dei requisiti costituiti dall'aver agito o resistito in giudizio con mala fede o colpa grave ovvero dal difetto della normale prudenza, implica un apprezzamento di fatto non censurabile in sede di legittimità.

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Nulla la delibera che addebita le spese di riscaldamento anche a chi non utilizza l'impianto

25 Novembre 2019 | di Redazione scientifica

Cass. civ., sez. II, 13 giugno 2019, n. 15932

Distacco dall’impianto centralizzato di riscaldamento

Il condomino può legittimamente rinunziare all'uso del riscaldamento centralizzato e distaccare le diramazioni della sua unità immobiliare dall'impianto termico comune, senza necessità di autorizzazione od approvazione degli altri condomini.

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Il giudice non può interpretare nel senso estensivo le clausole del regolamento condominiale

22 Novembre 2019 | di Redazione scientifica

Cass. civ., sez. VI, ord. 24 ottobre 2019, n. 27257

Regolamento Contrattuale (interpretazione e modifica)

Il regolamento condominiale di origine contrattuale può imporre divieti e limiti di destinazione alle facoltà di godimento dei condomini sulle unità immobiliari in esclusiva proprietà sia mediante elencazione di attività vietate, sia con riferimento ai pregiudizi che si intende evitare. Tuttavia, i divieti ed i limiti di destinazione alle facoltà di godimento dei condomini sulle unità immobiliari in proprietà esclusiva devono risultare da espressioni incontrovertibilmente rivelatrici di un intento chiaro ed esplicito, non suscettibile di dar luogo ad incertezze.

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In assenza di condominio, non è possibile aprire delle vedute sul cortile comune

20 Novembre 2019 | di Redazione scientifica

Cass. civ.

Distanze legali

Non vi è ragione di invocare, al fine di escludere la configurabilità di una servitù di veduta sul cortile di proprietà comune, il principio nemini res sua servit, il quale, in realtà, trova applicazione soltanto quando un unico soggetto è titolare del fondo servente e di quello dominante, e non anche quando il proprietario di uno di essi sia anche comproprietario dell'altro, giacche' in tal caso l'intersoggettività del rapporto è data dal concorso di altri titolari del bene comune.

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