Giurisprudenza commentata

Giurisprudenza commentata

Locazione ad uso diverso: nulla la clausola che varia l'aggiornamento del canone in pejus

04 Ottobre 2019 | di Nicola Frivoli

Trib. Milano

Canone (aggiornamento)

Il giudicante è stato chiamato ad accertare e dichiarare la nullità di una clausola in un contratto di locazione ad uso diverso, relativo all'aumento dell'aggiornamento del canone nella misura del 100%, in applicazione del combinato disposto degli artt. 32 e 79 della l. n. 392/1978.

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Le somme di denaro anticipate dall'amministratore uscente, in nome e per conto del condominio, vanno richieste al condomino moroso

03 Ottobre 2019 | di Katia Mascia

Trib. Catania

Amministratore (anticipazioni)

Già prima dell'entrata in vigore della l. n. 220/2012, di riforma della normativa condominiale, si era discusso sulla natura delle obbligazioni condominiali e si oscillava tra un orientamento che riconosceva ad esse natura intrinsecamente parziaria ed un altro che riteneva che i condomini fossero legati tra loro da un vincolo di solidarietà verso l'esterno, per cui ognuno poteva essere chiamato a rispondere del debito altrui, salvo successiva rivalsa. Successivamente all'intervento dei supremi giudici della legittimità e all'introduzione della legge di riforma della normativa di settore, la questione è stata risolta a favore del criterio della parziarietà. Il credito dell'amministratore di condominio per il recupero delle somme anticipate nell'interesse del condominio si basa, ex art. 1720 c.c., sul contratto di mandato con rappresentanza che intercorre con i condomini, sicché grava sullo stesso la prova degli esborsi effettuati presentando un rendiconto del proprio operato che deve necessariamente comprendere la specificazione dei dati contabili delle entrate, delle uscite e del saldo finale.

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Recupero degli oneri economici dovuti: l'amministratore non è tenuto a reperire i nominativi degli eredi

01 Ottobre 2019 | di Maurizio Tarantino

Trib. Salerno

Anagrafe condominiale

Chiamato ad accertare la legittimità del procedimento monitorio a carico degli eredi del precedente proprietario, in ragione dell'impugnativa del testamento e dell'accettazione dell'eredità con beneficio di inventario, il Tribunale adìto ha precisato che l'erede non può contestare il vizio di omessa convocazione all'assemblea condominiale per come effettuata dall'amministratore sulla base dei dati in suo possesso, né il provvedimento monitorio richiesto per mancato pagamento di oneri condominiali. Del resto, pur senza averne obbligo, il rappresentante dell'ente di gestione condominiale si era attivato al fine di reperire i nominativi degli eredi di Tizio onde procedere al recupero degli oneri economici dovuti.

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Quando l'impugnazione della delibera assembleare è tempestiva

27 Settembre 2019 | di Vito Amendolagine

Trib. Roma

Impugnazione della delibera (modalità e termini)

Il Tribunale di Roma rigetta l'impugnazione della delibera assembleare condominiale proposta dal condomino per tardività della stessa in quanto introdotta con ricorso, anziché seguendo la forma ordinaria propria dell'atto di citazione, alla cui piena osservanza deve, quindi, farsi riferimento al fine di stabilire la tempestività dell'opposizione, con particolare riferimento al rispetto del termine di trenta giorni indicato dall'art. 1137 c.c.

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Distruggere (ingoiando) il verbale di assemblea costituisce reato e non blocca l'approvazione dei lavori

25 Settembre 2019 | di Maurizio Tarantino

Cass. pen.

Responsabilità penale dei condomini

Chiamata ad accertare la legittimità della condotta di un condomino che, per finalità ritorsive, aveva minacciato alcuni partecipanti all'assemblea e ingoiato una pagina del verbale, la Suprema Corte ha evidenziato che a nulla rilevava che la delibera fosse stata già approvata, in quanto la violenza concerneva l'aver costretto gli altri a tollerare un determinato comportamento. Di conseguenza, è stata confermata la condanna di violenza privata ex art. 610 c.p. per aver esercitato un'influenza limitativa e ostativa della libertà dei condomini.

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Risoluzione del contratto d'affitto d'azienda e retrocessione della locazione

23 Settembre 2019 | di Vito Amendolagine

Trib. Torino

Azienda (cessione)

Il Tribunale di Torino esamina un'interessante questione concernente la responsabilità del conduttore nei confronti del locatore per la sopravvenuta morosità nel pagamento dei canoni, a seguito dell'intervenuta risoluzione del contratto di affitto d'azienda, con il quale era stato ceduto dall'originario conduttore anche il contratto di locazione. Il magistrato sabaudo afferma che, a seguito della risoluzione dell'affitto d'azienda, si verifica una successione inversa della locazione, con il sostanziale ripristino della posizione di conduttore in capo al soggetto che l'aveva assunta ab origine nei confronti del locatore.

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La responsabilità del condominio per i vizi costruttivi dell'immobile

20 Settembre 2019 | di Vito Amendolagine

App. Brescia

Vizi delle opere edili

La Corte d'Appello di Brescia esamina una fattispecie in cui riafferma il principio di diritto espresso dalla giurisprudenza consolidata di legittimità, secondo cui il condominio è il soggetto responsabile ex art. 2051 c.c. per le conseguenze dannose arrecate da beni comuni alla proprietà individuale di un condomino, e ciò anche in presenza di vizi di costruzione, atteso, da un lato, che la corresponsabilità del terzo non esclude quella del condominio fondata autonomamente sull'omessa manutenzione della res comune, e, dall'altro, che lo stesso vizio di costruzione non integra un'ipotesi di caso fortuito, il solo che possa escludere la responsabilità del condominio per omessa custodia.

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Anche se l'ascensore “sbarca” al mezzanino e non al piano abbatte le barriere architettoniche

18 Settembre 2019 | di Adriana Nicoletti

Cass. civ.

Ascensore

La Corte di Cassazione torna ad esprimersi su di un argomento sempre di grande attualità ed interesse: l'installazione dell'ascensore in un condominio quale strumento per l'abbattimento delle barriere architettoniche. I giudici di legittimità, che hanno confermato i principi fondamentali già più volte espressi in materia, hanno posto l'accento su di un aspetto importante concernente l'essenza della normativa del 1989 che ha, per la prima volta, disciplinato le modalità necessarie per assumere una legittima delibera assembleare, finalizzata alla realizzazione di un intervento che ponga tutti i condomini sullo stesso piano. Ne è risultato che, nel caso di installazione di un impianto di risalita, lo spirito della legge concernente le opere volte ad eliminare le barriere architettoniche è, comunque, rispettato anche se il portatore di handicap sia costretto a sopportare un relativo disagio per raggiungere il proprio immobile, quando tale limitazione sia giustificata da causa non sanabile.

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Difettando la personalità giuridica del condominio, il singolo condomino può agire a tutela dei beni comuni

16 Settembre 2019 | di Patrizia Petrelli

Cass. civ.

Posizione processuale del singolo condomino

La Cassazione, in una pronuncia resa a Sezioni Unite, ha ritenuto ammissibile l'intervento proposto, con ricorso incidentale tardivo, nel giudizio davanti alla Suprema Corte da parte di un condomino che non era stato parte nei precedenti gradi del giudizio di merito, ritenendo che, nelle controversie condominiali che investono i diritti dei singoli condomini sulle parti comuni, ciascun condomino, in mancanza di personalità giuridica del condominio, è titolare, in ragione della natura dei diritti in contestazione, di un autonomo potere individuale, concorrente con quello dell'amministratore, di agire e resistere in giudizio a tutela dei suoi diritti di comproprietario pro quota.

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Il comproprietario di un cortile comune può porre nel sottosuolo le tubature necessarie alla propria unità immobiliare

13 Settembre 2019 | di Maurizio Tarantino

Trib. Salerno

Servitù (costituzione e contenuto)

Chiamato ad accertare il diritto degli attori ad attraversare uno spiazzo in comune con i convenuti, il Tribunale adìto ha evidenziato che rientra nella funzione sussidiaria del sottosuolo del cortile il passaggio in esso di tubi. Difatti, trattandosi di un uso conforme all'art. 1102 c.c., il comproprietario può legittimamente porre nel sottosuolo le tubature per lo scarico fognario e l'allacciamento del gas a vantaggio della propria unità immobiliare, in quanto non limita, né condiziona, l'analogo uso degli altri comunisti.

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