Giurisprudenza commentata

Giurisprudenza commentata

Chi riceve le chiavi dell'appartamento locato senza obiettare non rinuncia al pagamento della somma per il mancato preavviso

02 Dicembre 2019 | di Maurizio Tarantino

Trib. Roma

Recesso

Chiamato ad accertare la legittimità della richiesta del locatore del pagamento all'indennità di mancato preavviso, il Tribunale adito ha evidenziato che la rinuncia al medesimo compenso non può desumersi dal mero silenzio del locatore ma da dichiarazioni, atti o comportamenti inequivocabili in tal senso. Ne consegue che la mera accettazione in restituzione delle chiavi dell'appartamento è comportamento inidoneo, di per sé, a dimostrare la rinuncia del locatore al pagamento del corrispettivo per l'intera durata del periodo di preavviso.

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Può il regolamento di condominio vietare l'esercizio di un'attività di ristorazione?

29 Novembre 2019 | di Guerino De Santis

Trib. Milano

Regolamento di condominio (limiti)

Cosa succede se il regolamento di condominio vieta di usare i locali posti a piano terra come esercizio di attività economiche o commerciali in genere ed individuando nello specifico solo alcune attività espressamente vietate? Il proprietario dei locali e titolare dell'attività che strumenti può utilizzare per difendere il proprio diritto? Il Tribunale di Milano effettua in concreto una semplice ma efficace disamina che fornisce risposte alla risoluzione dei quesiti, alla luce degli insegnamenti giurisprudenziali di legittimità.

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L'esecuzione dell'obbligo di rilascio di immobile da parte del terzo comodatario

27 Novembre 2019 | di Clementina Pietraroia

Trib. Napoli

Comodato

Il Collegio, con l'ordinanza in commento, si interroga sulla seguente questione: l'atto negoziale, ricevuto da notaio e intercorso inter alios, è opponibile al terzo comodatario del bene oggetto del rilascio?

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Recupero dei crediti condominiali: il decreto ingiuntivo provvisoriamente esecutivo non è sufficiente per l'ammissione al passivo del condomino fallito

25 Novembre 2019 | di Adriana Nicoletti

Trib. Roma

Fallimento del condomino

Molto spesso il condominio si trova ad essere creditore di condomini che poi falliscono. Il Tribunale ha confermato la decisione con la quale il giudice delegato della procedura fallimentare aveva rigettato l'istanza di ammissione al passivo da parte del condominio per un credito oggetto di decreto ingiuntivo in periodo antecedente alla declaratoria di fallimento. Non senza evidenziare la differenza tra provvisoria esecutorietà del decreto ed esecutività dello stesso.

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Quando il comportamento del locatore genera il diritto del conduttore all'indennità per la perdita dell'avviamento commerciale

22 Novembre 2019 | di Vito Amendolagine

Trib. Roma

Avviamento commerciale

Il Tribunale di Roma esamina un'interessante questione concernente il diritto del conduttore a percepire la doppia indennità per la perdita dell'avviamento commerciale, in presenza della continuazione negli stessi locali di un'attività economica merceologicamente identica od affine a quella precedentemente svolta dal conduttore uscente, sussistente anche qualora la disdetta precedentemente formulata dal locatore sia revocata o risulti essere immotivata, ma comunque confermata dal suo comportamento successivo, volto a perseguire l'originaria iniziativa di conseguire la riconsegna dell'immobile.

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Lavori straordinari svolti nel condominio minimo: il silenzio del condomino non costituisce consenso tacito al contratto di appalto

20 Novembre 2019 | di Maurizio Tarantino

Trib. Firenze

Condominio minimo

Chiamato ad accertare l'obbligo di contribuzione di un condomino proprietario di un garage di un condominio minimo, il Tribunale adìto ha evidenziato che il silenzio tenuto da questo in relazione ai lavori della facciata principale non poteva assumere in modo inequivoco il significato di ratifica tacita dell'operato della ditta o del c.d. silenzio circostanziato al fine della manifestazione di un consenso tacito al contratto di appalto, poiché ciò presupporrebbe quanto meno la prova della consapevolezza, da parte di tale soggetto, di essere tenuto a contribuire per i lavori di rifacimento della facciata, il che non poteva affermarsi nel caso di specie non essendovi la prova che egli avesse una simile consapevolezza. Inoltre, nell'ipotesi di c.d. piccolo condominio, le spese necessarie alla conservazione o alla riparazione della cosa comune devono essere oggetto di regolare delibera adottata previa rituale convocazione dell'assemblea dei condomini, della quale non costituisce valido equipollente il mero avvertimento, o la mera o comunicazione all'altro condomino della necessità di provvedere a determinati lavori. Per tali motivi, il decreto ingiuntivo della ditta è stato annullato.

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Diritto di prelazione e vendita (in blocco) dell'immobile locato in sede fallimentare

18 Novembre 2019 | di Monica Pilot

Trib. Bologna

Prelazione

Nel contesto di un procedimento di sfratto per morosità, promosso sulla base di distinti contratti di locazione aventi ad oggetto una pluralità di immobili, nei quali il locatore era succeduto a titolo particolare per essersi reso acquirente, in sede fallimentare, dell'intero complesso residenziale, al cui interno, tra gli altri, i medesimi erano ricompresi, il giudice, chiamato a decidere in ordine alla domanda riconvenzionale proposta dal conduttore taluni dei locali del complesso, che, interposta opposizione all'intimato sfratto, eccepiva il mancato rispetto del diritto di prelazione, e del conseguente diritto di riscatto, vagliata la sussistenza della fattispecie della cd. vendita in blocco, rigettava la proposta domanda, affermando l'inapplicabilità del diritto di prelazione e riscatto di cui agli artt. 38 e 39 della l. 392/78 nel caso di immobili acquistati in sede fallimentare, e, accertata e dichiarata la gravità dell'inadempimento del conduttore, dichiarava la risoluzione dei contratti di locazione, disponendo il rilascio degli immobili, con condanna del convenuto intimato al pagamento dei canoni.

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La registrazione (successiva) di un contratto di locazione abitativa concluso verbalmente

15 Novembre 2019 | di Vito Amendolagine

Trib. Roma

Registrazione del contratto di locazione

Il Tribunale di Roma esamina un'interessante questione concernente la nullità del contratto di locazione stipulato verbalmente, per l'inosservanza del requisito della forma scritta prevista ad substantiam, il cui vizio non può essere sanato per effetto della semplice registrazione postuma del rapporto, a seguito della denuncia presentata unilateralmente dall'occupante all'Agenzia delle Entrate, con il conseguente obbligo, gravante sul medesimo occupante, di rilasciare l'immobile nella disponibilità del proprietario, e di corrispondere, per l'intero periodo di detenzione sine titulo la relativa indennità con gli accessori dovuti ex lege.

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Può il terzo creditore del condominio chiedere un decreto ingiuntivo verso il condomino moroso?

11 Novembre 2019 | di Adriana Nicoletti

App. Bologna

Azioni esecutive nei confronti del condominio

La Corte d'Appello di Bologna, nel caso di un'opposizione a decreto ingiuntivo fondata, in rito, sulla carenza di legittimazione del condomino, quale unico debitore nei confronti di un'impresa che aveva effettuato lavori straordinari per conto del condominio, ha ribadito la natura parziaria e non solidale delle obbligazioni assunte dall'Ente verso il terzo, il quale può agire direttamente nei confronti dell'inadempiente.

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In assenza di prova contraria il comodato di immobile è precario e la casa va restituita dietro semplice richiesta del comodante

08 Novembre 2019 | di Edoardo Valentino

Trib. Torino

Comodato

Il Tribunale di Torino ha sottolineato che non vi è alcuna necessità di forma scritta al fine del perfezionamento di un contratto di comodato avente ad oggetto un immobile, essendo a tutti gli effetti ammissibile anche la conclusione mediante comportamenti concludenti. Spetta, tuttavia, al comodatario la prova in merito alla qualificazione della durata del rapporto in quanto, ai fini del riconoscimento del comodato vita natural durante, occorre la prova della volontà del comodante in tal senso; in caso contrario, o di mancato raggiungimento della prova, allora il comodato è definibile “precario” e seguirà la disciplina dettata dall'art. 1810 c.c.

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