Giurisprudenza commentata

Giurisprudenza commentata

Locazione ad uso diverso: parziale versamento del canone e risoluzione per inadempimento del contratto

10 Luglio 2020 | di Nicola Frivoli

Trib. Trani

Morosità (inadempimento)

Il giudicante è stato chiamato ad accertare e dichiarare la risoluzione per grave inadempimento del conduttore in un contratto di locazione ad uso diverso, in applicazione del combinato disposto degli artt. 1453 e 1455 c.c., alla luce dei pagamenti parziali da parte dell'obbligato, che non hanno impedito lo scioglimento del rapporto locatizio, considerando non di scarsa rilevanza l'inadempimento.

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La Corte di Giustizia dell’Unione Europea si pronuncia sull’applicabilità al condominio della disciplina consumeristica

09 Luglio 2020 | di Patrizia Petrelli

Corte giustizia UE

Condominio-consumatore

La Corte di Giustizia dell’Unione Europea, in una recentissima pronuncia, se, da un lato, ha ritenuto che il condominio, non essendo una persona fisica, non possa essere considerato consumatore alla luce della direttiva n. 93/13/CEE concernente le clausole abusive nei contratti stipulati con i consumatori, dall’altro, ha affermato che non si pone in contrasto con la predetta direttiva e con le finalità da essa perseguite di garantire un livello di protezione più elevato possibile per il consumatore, una giurisprudenza nazionale che interpreti la normativa di recepimento della medesima direttiva nel diritto interno in modo che le norme a tutela dei consumatori che essa contiene siano applicabili anche a un contratto concluso con un professionista da un “soggetto giuridico” quale il condominio nell’ordinamento italiano, anche se tale soggetto non rientri nell’ambito di applicazione della suddetta direttiva.

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La legittimazione passiva del singolo condomino nelle cause di risarcimento danni per infiltrazioni dal lastrico solare di proprietà comune

06 Luglio 2020 | di Vito Amendolagine

Trib. Siracusa

Posizione processuale del singolo condomino

Il Tribunale di Siracusa affronta una duplice questione rilevante sul piano squisitamente processuale, concernente la prevalenza della mediazione sulla negoziazione assistita quale istituto deflattivo del contenzioso nelle controversie in cui la stessa è prevista quale condizione di procedibilità, e la legittimazione passiva dell'intervento spiegato dal singolo condomino nel giudizio di risarcimento danni per infiltrazioni provenienti dal lastrico solare di proprietà comune azionato da altro condomino nei confronti del condominio.

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Il condominio risarcisce i danni da caduta quando la manutenzione del marciapiede antistante allo stabile è affidata alle sue cure

03 Luglio 2020 | di Adriana Nicoletti

App. Milano

Responsabilità civile (condominio)

Non è raro che condomini o terzi soggetti estranei al condominio intentino azioni giudiziarie per ottenere il risarcimento per lesioni, a volte anche gravi, patite in seguito a cadute avvenute in zone condominiali ovvero in spazi che, pur non costituendo beni comuni, sono soggetti alla conservazione da parte del condominio. L'obbligo di custodia di tali beni da parte dell'Ente determina anche un dovere di indennizzo in favore del soggetto che ha subito il danno il quale, tuttavia, non è esentato dal comportarsi in modo attento. La semplice distrazione non determina alcun diritto di vedersi riconosciuto il danno.

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Cessione del contratto di locazione: Il locatore è legittimato alla risoluzione del contratto di locazione senza la preventiva messa in mora del cessionario

02 Luglio 2020 | di Nicola Ferraro

Trib. Massa

Cessione del contratto di locazione

Il Tribunale di Massa si occupa della questione concernente i limiti entro i quali il locatore è legittimato ad agire per la risoluzione del contratto di locazione per inadempimento e contestuale condanna al pagamento dei canoni insoluti nell'àmbito di una fattispecie caratterizzata dalla cessione del contratto di locazione ex art. 36 della l. n. 392/1978 (c.d. legge sull'equo canone). Una serie di elementi, anche indiziari, ha consentito al Tribunale di accertare che il locatore - contraddistinto, nel caso di specie, da una pluralità di parti rispetto alle quali il bene locato si trovava in regime di comunione - era a conoscenza del fatto che era mutato il conduttore dell'immobile, che a tale cessione la locatrice non si era opposta e che il cedente non era stato liberato dalle obbligazioni rivenienti dal contratto. Il Tribunale ha accolto la domanda di risoluzione azionata contro il cedente, ancorché non preceduta dalla preventiva “mesa in mora” del cessionario e, viceversa, non accolto quella di condanna del cedente al pagamento dei canoni, in quanto violato il beneficium ordinis.

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Aspetto architettonico, decoro dell'edificio e innovazioni sulla facciata dell'edificio

29 Giugno 2020 | di Claudio Tedeschi

App. Bari

Decoro architettonico

La Corte d'Appello di Bari, rigettando il gravame proposto avverso la sentenza di primo grado, ha dichiarato invalida la delibera con cui l'assemblea, a sola maggioranza e in violazione della previsione del regolamento di condominio in forza della quale ogni innovazione da cui sarebbe potuto derivarne pregiudizio avrebbe dovuto essere assunta con l'unanimità dei consensi, aveva autorizzato l'installazione, su terrazzi annessi a singoli appartamenti, di manufatti che, sebbene coerenti con il decoro, si ponevano, però, in distonia con l'aspetto architettonico dell'edificio.

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L'omessa certificazione IRPEF dei versamenti effettuati dai condomini non legittima il risarcimento dei danni a carico dell'amministratore

26 Giugno 2020 | di Maurizio Tarantino

Trib. Sulmona

Amministratore (attribuzioni)

Chiamato ad accertare la legittimità della condanna a carico dell'Amministratore di Condominio per l'omessa certificazione dei versamenti effettuati dai condomini per lavori condominiali di ristrutturazione sulle parti comuni, il Tribunale adito, in grado di appello, ha precisato che nella fattispecie difettava la prova dell'esistenza del danno pari alla detrazione persa, la quale presuppone l'effettiva presentazione della dichiarazione reddituale. Ad ogni modo, laddove l'omissione avesse arrecato un danno ai condomini, ciò non può comportare la restituzione di somme dovute per lavori affidati ad una ditta terza regolarmente pagata dal Condominio.

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Nulla la delibera che approva i lavori straordinari ed incarica la ditta esecutrice senza prevedere contestualmente la costituzione del fondo speciale

22 Giugno 2020 | di Gianluigi Frugoni

Trib. Modena

Fondo speciale

Il Tribunale di Modena ritiene che, a seguito della riforma dell'art. 1137 c.c., sia il ricorso lo strumento corretto per impugnare la delibera di assemblea e che sia il suo deposito in cancelleria e non la sua notifica l'atto idoneo ad interrompere il termine decadenziale stabilito dalla norma. Nel merito, la decisione si allinea con l'orientamento, sin qui univoco, della giurisprudenza di merito, secondo il quale la delibera che dispone i lavori di manutenzione straordinaria è nulla se è omessa la contestuale previsione della costituzione del fondo speciale di cui all'art. 1135, comma 1, n. 4), c.c.

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La tempestiva comunicazione al condominio della domanda di mediazione determina l'effetto collegato all'osservanza dell'art. 1137 c.c.

19 Giugno 2020 | di Vito Amendolagine

App. Milano

Mediazione obbligatoria (condominio)

La Corte d'Appello di Milano affronta un'interessante questione concernente l'osservanza del termine di proposizione della mediazione obbligatoria da parte del condomino per l'utile esperimento della successiva impugnazione di una delibera condominiale, aderendo rigorosamente all'interpretazione letterale della disposizione normativa che fa decorrere il relativo termine di decadenza, dall'eseguita comunicazione alla parte convenuta, dell'istanza di mediazione e del decreto di comparizione delle parti emesso dall'organismo di mediazione.

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Legittimazione del locatore esecutato e idonei motivi di disdetta

17 Giugno 2020 | di Massimo Ginesi

Trib. Milano

Disdetta

Il Tribunale di Milano, con una ponderosa, articolata ed apprezzabile sentenza, affronta alcuni nodi tipici in tema di locazioni, con riguardo alla legittimazione del locatore - il cui bene sia sottoposto ad esecuzione forzata - ad intimare la disdetta per finita locazione alla prima scadenza ed alla sussistenza dei motivi idonei a supportare tale iniziativa. In particolare, si rileva che gli atti compiuti dal locatore esecutato sono inopponibili unicamente ai suoi creditori (e solo ove prosegua il procedimento esecutivo) e non già al conduttore, sì che la disdetta in tal caso - sussistendone i presupposti - risulterà pienamente efficace. Quanto ai presupposti di cui all'art. 29, l. n. 392/1978, ovvero l'intento di adibire l'immobile ad attività commerciale esercitata in proprio, il giudice rileva che debba trattarsi di ipotesi astrattamente realizzabili al momento in cui viene comunicata la disdetta, senza che sia necessario che le stesse siano già attuali a quella data, ben potendo suppor-tare l'atto unilaterale anche ove vedano la ragionevole e concreta possibilità di essere realizzate in seguito. La pronuncia dispone anche in ordine a diverse altre domande delle parti, relative sia al versamento di canoni extra da parte del conduttore che al maggior danno da ritardato rilascio, risolte tuttavia dal giudice meneghino sotto il mero profilo di carenza probatoria.

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