Giurisprudenza commentata

Giurisprudenza commentata

Ascensore ed abbattimento di barriere architettoniche: confermati i limiti dell'intervento

30 Aprile 2020 | di Adriana Nicoletti

Trib. Milano

Barriere architettoniche

Dalla giurisprudenza di merito, ancora una decisione avente ad oggetto l'eliminazione delle barriere architettoniche mediante l'installazione dell'ascensore in edificio condominiale. La sentenza, infatti, ha ribadito principi generali, oramai consolidati, sui limiti che devono essere rispettati per non rendere l'intervento illegittimo. Il giudicante, tuttavia, non sembra del tutto convincente nelle argomentazioni che lo hanno portato a dichiarare la nullità della delibera impugnata, poiché la motivazione sembra affetta da carenze in relazione a questioni rilevanti legate alla domanda stessa.

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Miglioramenti e addizioni (e relative indennità) alla cessazione del rapporto locatizio

27 Aprile 2020 | di Aldo Ferrari

Trib. Salerno

Miglioramenti alla cosa locata

La questione esaminata dal Tribunale di Salerno riguarda il contratto di locazione di uno spazio comunale affidato ad un gestore che, nel corso del rapporto, per rendere fruibile il bene, aveva sullo stesso eseguito interventi di miglioramento anche strutturali e l'aveva dotato delle attrezzature necessarie per l'utilizzo e la fruizione del bene (addizioni). Alla conclusione del rapporto, il conduttore ha richiesto la corresponsione delle indennità di cui agli artt. 1592 e 1593 c.c. L'Ente locale ha rilevato, tra l'altro, l'assenza di autorizzazione alle migliorie. Il Tribunale ha tuttavia accertato, nel corso del giudizio, l'esistenza di un'autorizzazione del locatore successiva all'esecuzione delle migliorie ed ha ritenuto che le addizioni fossero state ritenute dal Comune ed ha perciò riconosciuto il diritto del conduttore a ricevere le relative indennità come richieste.

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La parte può delegare il proprio difensore a comparire dinnanzi al mediatore conferendogli procura speciale sostanziale

24 Aprile 2020 | di Vito Amendolagine

Trib. Milano

Mediazione obbligatoria (condominio)

La parte nel procedimento di mediazione è tenuta a comparire personalmente davanti al mediatore, affinché il tentativo si possa ritenere ritualmente compiuto, a pena di improcedibilità dell'azione proposta senza previo esperimento del tentativo di mediazione obbligatoria, oppure la stessa può - ed in che modo - farsi sostituire, dal proprio difensore? Il Tribunale di Milano risolve la suddetta questione, affermando la possibilità per la parte di farsi rappresentare dinanzi al mediatore dall'avvocato, al quale, per tale finalità, deve però essere conferita una procura speciale sostanziale non essendo sufficiente la procura ad litem rilasciata per il giudizio.

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Le tabelle millesimali non possono più essere approvate per facta concludentia

20 Aprile 2020 | di Alberto Celeste

Cass. civ.

Tabelle millesimali (approvazione)

Rimeditando il suo precedente indirizzo, il Supremo Collegio ha statuito che, anche in caso di approvazione delle sole tabelle millesimali, vanno rispettate le norme in tema di forma del regolamento sia in ordine a quelle in senso stretto sia in ordine al loro atto approvativo costituito dalla delibera dell'assemblea, sicché le medesime tabelle devono rivestire la forma scritta ad substantiam; tali approdi ermeneutici in termini di forma non sono indifferenti alla “diversa convenzione” di cui all'art. 1123 c.c., pur dando atto della diversa funzione - generale normativa e programmatica, da un lato, e per una singola gestione o spesa, dall'altro - che la stessa può assumere, nonché in relazione alla sua efficacia (reale o personale, con quanto ne consegue in tema di trascrivibilità ed estensibilità agli aventi causa a titolo particolare degli originari stipulanti, in difetto di specifico consenso) e alla sua possibile revisione ai sensi dell'art. 69 disp. att. c.c.

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Modifica delle tabelle millesimali: consulenza tecnica d'ufficio e valutazione da parte del giudice

10 Aprile 2020 | di Adriana Nicoletti

App. Catania

Tabelle millesimali (modifica e revisione)

La consulenza tecnica d'ufficio costituisce il tipico strumento che consente al giudice di pervenire alla decisione, quando la controversia richiede l'accertamento di situazioni di fatto che renda necessaria la padronanza di particolari cognizioni che il giudicante non possiede. L'elaborato è valutato dall'organo giurisdizionale con piena discrezionalità, ma sempre tenendo conto dell'adesione o meno alle conclusioni del perito. La Corte territoriale etnea, con la decisione in commento, applica tali principi alla fattispecie relativa alla modifica delle tabelle millesimali di un condominio.

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Si può provare con presunzioni la condominialità di un bene comune?

30 Marzo 2020 | di Nicola Frivoli

Trib. Roma

Parti comuni (presunzione e titolo contrario)

Il giudicante è stato chiamato ad accertare la illegittimità del comportamento di un condomino volto a detenere sine titulo un locale condominiale, al fine di avvantaggiarsi dell'unità immobiliare in modo esclusivo.

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Errore contabile e revoca dell'amministratore esclusa ove sussistente volontà assembleare non impugnata

27 Marzo 2020 | di Guerino De Santis

Trib. Massa

Amministratore (revoca giudiziale)

Com'è noto, l'amministratore di condominio, così come viene nominato dall'assemblea o dal giudice, così può essere revocato. L'istituto della revoca, prevista dall'art. 1129 c.c., così come novellato dalla Riforma del 2013, disciplinato sotto l'aspetto procedimentale dall'art. 64 disp. att. c.c., è da sempre oggetto di forti contrasti in dottrina e giurisprudenza, laddove si è chiamati a stabilire il confine molto sottile che vede, da una parte, la tipizzazione più o meno tassativa delle “gravi irregolarità”, e, dall'altra, il rapporto tra l'operato irregolare dell'amministratore e l'avallo dell'assemblea non contestato in sede giurisdizionale.

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Azione revocatoria nei confronti del condomino moroso

25 Marzo 2020 | di Massimo Ginesi

Trib. Verona

Riscossione dei contributi condominiali

Il Tribunale di Verona riconosce la revocabilità, ai sensi dell'art. 2901 c.c., dell'atto di disposizione compiuto da un condomino moroso che, nella fattispecie concreta, aveva trasferito alla società di persone, cui era socio accomandatario, l'unico bene immobile di cui era proprietario. La cessione avveniva mediante conferi-mento del bene al patrimonio della società, con lo scopo di aumentare il capitale sociale in adempimento di delibera dei soci: tale atto è stato ritenuto a titolo oneroso dal giudice, a fronte del fatto che la società aveva acquisito il bene, si era accollata i debiti del cedente, garantiti dalle ipoteche iscritte sul bene oggetto di trasferimento, e la quota di partecipazione del cedente era aumentata di 15 punti percentuali. Il Tribunale sottolinea come rilevi, ai fini della sussistenza del consilium fraudis, la circostanza che il condomino, nei cui confronti il condominio aveva già ottenuto decreto ingiuntivo, con la cessione di tale bene, si sia spogliato dell'unico cespite idoneo a garantire il soddisfacimento del creditore, non sussistendo ex art. 2740 c.c. altri beni rilevanti a tal fine, mentre la circostanza che il condomino fosse anche socio illimitatamente responsabile della società cessionaria era elemento sufficiente a dedurre anche la sussistenza della scientia damni in capo all'acquirente, posto che quel requisito - per i soggetti collettivi - deve sussistere in capo alla persona che li rappresenta. La pronuncia si pone in linea con orientamenti non particolarmente diffusi, ma pacifici, di legittimità.

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Cade per un difetto di pavimentazione della scala di accesso alla cantina di pertinenza dell'abitazione: Il locatore risarcisce il marito della conduttrice

23 Marzo 2020 | di Maurizio Tarantino

Trib. Parma

Locatore (obblighi)

Chiamato ad accertare la legittimità della pronuncia resa in primo grado dal Giudice di Pace di Parma, in merito alla richiesta di risarcimento danni avanzata dal coniuge del conduttore, il Tribunale adito ha precisato che il locatore era tenuto a risarcire il danno alla salute subìto dal medesimo conduttore in conseguenza delle condizioni abitative dell'immobile locato quand'anche tali condizioni fossero note al conduttore al momento della conclusione del contratto, in quanto la tutela del diritto alla salute prevale su qualsiasi patto interprivato di esclusione o limitazione della responsabilità. Per i motivi esposti, l'appello è stato accolto con contestuale accoglimento della domanda risarcitoria.

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Ripartizione delle spese di conservazione del lastrico in uso individuale e regola della verticale effettiva

20 Marzo 2020 | di Claudio Tedeschi

Trib. Salerno

Lastrico solare

Il Tribunale di Salerno ha dichiarato nulla, perché assunta in violazione del criterio legale previsto dall'art. 1126 c.c., la delibera con cui l'assemblea condominiale, a maggioranza, ha ripartito le spese per il rifacimento del lastrico solare in proprietà esclusiva, rapportando la quota gravante sulla sottostante unità abitativa al suo complessivo valore millesimale, e non già a quello riferibile alla sola porzione in concreto coperta.

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