Giurisprudenza commentata

Giurisprudenza commentata

Condominio minimo e rimborso spese urgenti

31 Gennaio 2020 | di Guerino De Santis

App. Roma

Condominio minimo

Una tromba d'aria scoperchia parte del tetto di un fabbricato in comproprietà di due soggetti. Uno dei due, ritenuto urgente provvedere alla realizzazione dei lavori di ripristino, incarica una ditta affrontando in proprio la spesa, salvo poi richiederla in rimborso pro quota all'altro comproprietario. Ne nasce un contenzioso davanti il Tribunale, poi portato in Corte di Appello che, per vizi relativi a nullità processuali della sentenza, deciderà nel merito confermando la sentenza gravata ed avallando in pratica il principio per cui se si verifica un danno all'immobile a causa di un evento naturale, al comproprietario che provvede alla riparazione del bene spetta il rimborso di quanto affrontato anche se vi sono lacune nei passaggi preliminari tesi al contraddittorio tra comproprietari in ordine alla fattibilità e convenienza economica della spesa.

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Regolamento condominiale: nulla la clausola che limita il diritto del condomino all'uso del cortile

29 Gennaio 2020 | di Nicola Frivoli

Trib. Salerno

Cortili e aree esterne

Il giudicante è stato chiamato ad accertare la validità di una delibera condominiale inerente l'approvazione di una clausola di un regolamento condominiale che limitativa l'uso del cortile per i posti auto.

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Nulla la delibera assembleare che pone a carico del condomino sedicenti spese individuali

24 Gennaio 2020 | di Adriana Nicoletti

Trib. Roma

Spese (criteri generali di ripartizione)

Le attribuzioni dell'assemblea sono definite dalle norme che disciplinano il condominio ed altrettanto si può dire per quelle previste in capo all'amministratore. Ciascuno dei due organi, quindi, risponde del proprio operato in caso di decisioni che violano il diritto dei singoli. Se le determinazioni aventi ad oggetto la ripartizione delle spese si estendono ad oneri che non possono essere attribuiti, per loro natura, in via esclusiva a determinati condomini, l'assemblea in sede di approvazione del bilancio consuntivo deve rettificare eventuali errori. La sentenza ribadisce la nozione di spese personali, definendo i limiti della loro imputabilità ai singoli partecipanti.

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L'opponibilità al terzo acquirente del provvedimento di assegnazione della casa familiare

22 Gennaio 2020 | di Vito Amendolagine

Trib. Salerno

Casa familiare: comodato e locazione

Il Tribunale di Salerno esamina la questione concernente l'opponibilità al terzo acquirente del provvedimento di assegnazione della casa familiare, già concessa in comodato ad uno dei coniugi dall'originario proprietario, con particolare riferimento all'ipotesi in cui la cessione del cespite immobiliare risulti essere intervenuta dopo il provvedimento giudiziale di assegnazione, ma prima della sua trascrizione nei registri immobiliari.

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L'amministratore non può chiedere il risarcimento per i danni da immissioni in favore dei singoli condomini

20 Gennaio 2020 | di Edoardo Valentino

Trib. Reggio Emilia

Amministratore (legittimazione attiva)

Con la sentenza in commento, il Tribunale di Reggio Emilia sottolinea come l'amministratore di condominio possa domandare un risarcimento in sede giudiziale per i danni derivanti da immissioni sonore e di fumo unicamente in caso le stesse riguardino le parti comuni dell'edificio, con conseguente esclusione dei danni a parti dell'edificio in proprietà esclusiva dei condomini o pregiudizi patiti dagli stessi proprietari, neanche se l'assemblea l'autorizza all'unanimità.

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Garanzia per i vizi nella compravendita e interruzione della prescrizione

17 Gennaio 2020 | di Massimo Ginesi

Cass. civ.

Parti comuni (relazione di accessorietà)

Il Giudice di Pace di Taranto e poi il Tribunale della stessa città, in sede di appello, hanno ritenuto che le missive inviate da un compratore al proprio venditore con le quali - in diverse e successive occasioni - il primo aveva denunziato la sussistenza di vizi nel bene venduto, chiedendo una riduzione del prezzo e minacciando azione giudiziale in tal senso, fossero idonee ad interrompere la prescrizione della relativa azione. Le Sezioni Unite confermano l'interpretazione dei giudici di merito, risolvendo un contrasto fra due diversi orientamenti, l'uno che legittimava l'interruzione conseguente a qualsiasi atto di diffida o mossa in mora e l'altro che, invece, riteneva che unico atto idoneo a preservare le ragioni del compratore, dinanzi al decorso del tempo, fosse l'iniziativa giudiziale. Il tema è stato oggetto di ampio dibattito dottrinale e giurisprudenziale, posto che si evidenziava da più parti come l'art. 1495, comma 3, c.c. si riferisca alla prescrizione dell'azione, mentre l'art. 2934 c.c. attiene alla prescrizione del diritto. La Cassazione, tuttavia, non si ferma a tale mera distinzione letterale, che ritiene non dirimente, e giunge ad una conclusione che ha significative connotazioni anche sotto il profilo pratico e deflattivo, cui il supremo collegio di legittimità mostra di non essere indifferente: il non imporre necessariamente la via giudiziale, riconoscendo efficacia interruttiva anche agli atti stragiudiziali consente alle parti un margine assai più ampio per trovare un assetto di interessi soddisfacente anche in sede non contenziosa.

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L'operatività della proroga biennale nella locazione a canone concordato e modalità della disdetta

13 Gennaio 2020 | di Vito Amendolagine

Trib. Roma

Durata locazione (uso abitativo)

Il Tribunale di Roma esamina un'interessante questione concernente l'operatività della proroga biennale riguardante un contratto di locazione a canone concordato, muovendo dalla ratio dell'istituto, volta a tutelare il diritto del conduttore alla stabilità del rapporto, ovvero ad un'uscita ordinata dallo stesso, offrendogli la possibilità di reperire sul mercato un'immobile alternativo a quello goduto in locazione, nonché la validità della stessa modalità di disdetta, nella fattispecie, inoltrata attraverso l'intimazione di sfratto per finita locazione indicando una data errata, in quanto anteriore rispetto all'effettiva scadenza del rapporto.

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È possibile impugnare la delibera condominiale per eccesso di potere dell'assemblea?

09 Gennaio 2020 | di Nicola Frivoli

Trib. Trani

Vizi delle delibere assembleari (nullità/annullabilità)

Il giudicante è stato chiamato ad accertare la validità di una delibera condominiale per eccesso di potere dell'assemblea, giungendo però alla conclusione che il suo sindacato è limitato alla legittimità dell'atto e non al merito.

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Interesse ad impugnare e richiesta di accesso alla documentazione condominiale

07 Gennaio 2020 | di Guerino De Santis

Trib. Roma

Amministratore (documentazione e registri)

L'interesse ad impugnare una delibera condominiale di cui all'art. 1137 c.c. deve coincidere con l'interesse ad agire di cui all'art. 100 c.p.c. E' rilevante, quindi, che il condomino rappresenti in giudizio la lesione di un proprio diritto, a lui direttamente riferibile, e non una doglianza circa una possibile lacuna della convocazione assembleare attribuibile alla sfera di altri condomini, così come il condomino non può fare richiesta indiscriminata all'amministratore della documentazione afferente la gestione condominiale, traducendosi questa in un ostacolo all'attività di amministrazione.

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Alle Sezioni Unite le questioni relative al vizio delle delibere assembleari che ripartiscono le spese in ambito condominiale

31 Dicembre 2019 | di Franco Petrolati

Cass. civ.

Cause condominiali (competenza per materia)

Sono state rimesse alle Sezioni Unite tre questioni sui vizi delle delibere dell'assembleari con le quali si ripartiscono le spese di gestione dei beni e servizi condominiali: 1) se la delibera che viola i criteri legali o convenzionali sia comunque nulla o, invece, sia tale solo quella che modifichi stabilmente tali criteri essendo, poi, meramente annullabile la delibera che disattenda solo episodicamente i criteri vigenti di riparto delle spese; 2) se nel procedimento di opposizione al decreto ingiuntivo emesso per la riscossione dei contributi condominiali il giudice possa sindacare o rilevare le ragioni di nullità della delibera assembleare di riparto delle spese su cui è fondata l'ingiunzione di pagamento o se, invece, tali ragioni possano essere delibate solo nel giudizio di impugnazione della delibera condominiale presupposta; 3) se la statuizione di rigetto dell'opposizione a decreto ingiuntivo emesso per la riscossione dei contributi condominiali sia idonea a formare il giudicato anche in ordine all'assenza di ragioni di nullità della presupposta delibera assembleare.

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