Giurisprudenza commentata

Giurisprudenza commentata

Lavori straordinari svolti nel condominio minimo: il silenzio del condomino non costituisce consenso tacito al contratto di appalto

20 Novembre 2019 | di Maurizio Tarantino

Trib. Firenze

Condominio minimo

Chiamato ad accertare l'obbligo di contribuzione di un condomino proprietario di un garage di un condominio minimo, il Tribunale adìto ha evidenziato che il silenzio tenuto da questo in relazione ai lavori della facciata principale non poteva assumere in modo inequivoco il significato di ratifica tacita dell'operato della ditta o del c.d. silenzio circostanziato al fine della manifestazione di un consenso tacito al contratto di appalto, poiché ciò presupporrebbe quanto meno la prova della consapevolezza, da parte di tale soggetto, di essere tenuto a contribuire per i lavori di rifacimento della facciata, il che non poteva affermarsi nel caso di specie non essendovi la prova che egli avesse una simile consapevolezza. Inoltre, nell'ipotesi di c.d. piccolo condominio, le spese necessarie alla conservazione o alla riparazione della cosa comune devono essere oggetto di regolare delibera adottata previa rituale convocazione dell'assemblea dei condomini, della quale non costituisce valido equipollente il mero avvertimento, o la mera o comunicazione all'altro condomino della necessità di provvedere a determinati lavori. Per tali motivi, il decreto ingiuntivo della ditta è stato annullato.

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Diritto di prelazione e vendita (in blocco) dell'immobile locato in sede fallimentare

18 Novembre 2019 | di Monica Pilot

Trib. Bologna

Prelazione

Nel contesto di un procedimento di sfratto per morosità, promosso sulla base di distinti contratti di locazione aventi ad oggetto una pluralità di immobili, nei quali il locatore era succeduto a titolo particolare per essersi reso acquirente, in sede fallimentare, dell'intero complesso residenziale, al cui interno, tra gli altri, i medesimi erano ricompresi, il giudice, chiamato a decidere in ordine alla domanda riconvenzionale proposta dal conduttore taluni dei locali del complesso, che, interposta opposizione all'intimato sfratto, eccepiva il mancato rispetto del diritto di prelazione, e del conseguente diritto di riscatto, vagliata la sussistenza della fattispecie della cd. vendita in blocco, rigettava la proposta domanda, affermando l'inapplicabilità del diritto di prelazione e riscatto di cui agli artt. 38 e 39 della l. 392/78 nel caso di immobili acquistati in sede fallimentare, e, accertata e dichiarata la gravità dell'inadempimento del conduttore, dichiarava la risoluzione dei contratti di locazione, disponendo il rilascio degli immobili, con condanna del convenuto intimato al pagamento dei canoni.

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La registrazione (successiva) di un contratto di locazione abitativa concluso verbalmente

15 Novembre 2019 | di Vito Amendolagine

Trib. Roma

Registrazione del contratto di locazione

Il Tribunale di Roma esamina un'interessante questione concernente la nullità del contratto di locazione stipulato verbalmente, per l'inosservanza del requisito della forma scritta prevista ad substantiam, il cui vizio non può essere sanato per effetto della semplice registrazione postuma del rapporto, a seguito della denuncia presentata unilateralmente dall'occupante all'Agenzia delle Entrate, con il conseguente obbligo, gravante sul medesimo occupante, di rilasciare l'immobile nella disponibilità del proprietario, e di corrispondere, per l'intero periodo di detenzione sine titulo la relativa indennità con gli accessori dovuti ex lege.

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Può il terzo creditore del condominio chiedere un decreto ingiuntivo verso il condomino moroso?

11 Novembre 2019 | di Adriana Nicoletti

App. Bologna

Azioni esecutive nei confronti del condominio

La Corte d'Appello di Bologna, nel caso di un'opposizione a decreto ingiuntivo fondata, in rito, sulla carenza di legittimazione del condomino, quale unico debitore nei confronti di un'impresa che aveva effettuato lavori straordinari per conto del condominio, ha ribadito la natura parziaria e non solidale delle obbligazioni assunte dall'Ente verso il terzo, il quale può agire direttamente nei confronti dell'inadempiente.

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In assenza di prova contraria il comodato di immobile è precario e la casa va restituita dietro semplice richiesta del comodante

08 Novembre 2019 | di Edoardo Valentino

Trib. Torino

Comodato

Il Tribunale di Torino ha sottolineato che non vi è alcuna necessità di forma scritta al fine del perfezionamento di un contratto di comodato avente ad oggetto un immobile, essendo a tutti gli effetti ammissibile anche la conclusione mediante comportamenti concludenti. Spetta, tuttavia, al comodatario la prova in merito alla qualificazione della durata del rapporto in quanto, ai fini del riconoscimento del comodato vita natural durante, occorre la prova della volontà del comodante in tal senso; in caso contrario, o di mancato raggiungimento della prova, allora il comodato è definibile “precario” e seguirà la disciplina dettata dall'art. 1810 c.c.

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Sulla validità del patto traslativo di imposta contenuto in un contratto di locazione

06 Novembre 2019 | di Patrizia Petrelli

Cass. civ.

Canone (determinazione)

La Corte di Cassazione, in una recente pronuncia resa a Sezioni Unite, ha ritenuto valida la clausola contenuta in un contratto di locazione (segnatamente, ad uso diverso dall'abitazione) con la quale si era attribuito al conduttore l'obbligo di farsi carico di ogni tassa, imposta ed onere relativo ai beni locati ed al contratto, con conseguente manleva del locatore. Nella specie, non si è ravvisata una nullità per violazione di norme imperative, né in particolare per violazione del precetto costituzionale dettato dall'art. 53 Cost. - configurabile quando l'imposta non venga corrisposta al fisco dal percettore del reddito ma da un soggetto diverso, obbligatosi a pagarla in vece e per conto del primo - qualora essa sia stata prevista dalle parti come componente integrante la misura del canone locativo complessivamente dovuto dal conduttore e non implichi che il tributo debba essere pagato da un soggetto diverso dal contribuente, trattandosi, in tal caso, di pattuizione da ritenersi in via generale consentita in mancanza di una specifica diversa disposizione di legge.

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Diniego di rinnovo alla prima scadenza: serietà della motivazione e ambito del sindacato giudiziale

04 Novembre 2019 | di Aldo Ferrari

Diniego di rinnovazione (locazione ad uso diverso)

La questione esaminata dal Tribunale di Vicenza ha per oggetto un contratto di locazione ad uso non abitativo ed il diniego di rinnovo del contratto alla sua prima scadenza. Nel corso del giudizio, si è accertato che il diniego è stato esercitato dal locatore con disdetta, comunicata tempestivamente al conduttore, nella quale era esposta l'esigenza del medesimo locatore di destinare l'immobile all'esercizio in proprio di attività industriale in relazione a quanto previsto dall'art. 29, comma 1, lett. b), della l. 392/78. Il Tribunale, esaminata una serie di rilievi che secondo il conduttore avrebbero escluso la legittimità della disdetta, ha ritenuto la legittimità della comunicazione di diniego di rinnovazione del contratto ed ha perciò dichiarato la sua cessazione alla scadenza naturale del primo sessennio.

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Giudice competente per il pagamento delle spese da parte di un condomino domiciliato in uno Stato diverso da quello in cui si trova l'immobile

28 Ottobre 2019 | di Patrizia Petrelli

Corte di Giustizia UE

Riscossione dei contributi condominiali

La Corte di Giustizia UE, in una recente pronuncia, ha ritenuto che le controversie relative al mancato pagamento delle spese condominiali, da parte di un condomino domiciliato in uno Stato membro diverso da quello in cui si trova l'immobile da cui sono originati i contributi condominiali, rientrano nel campo delle obbligazioni contrattuali e, in particolare, delle prestazioni di servizi, trovando applicazione l'art. 7, punto 1, lett. a) Reg. UE n. 1215/2012 sulla competenza giurisdizionale, il riconoscimento e l'esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale nonché l'art. 4, par. 1, lett. b), Reg. CE n. 593/2008. Ne consegue che, per dette controversie, è competente l'autorità giurisdizionale del luogo di esecuzione dell'obbligazione dedotta in giudizio, in cui i servizi sono stati o avrebbero dovuto essere prestati in base al contratto.

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Locazione di immobile in regime di edilizia convenzionata: il canone è determinato ex lege

25 Ottobre 2019 | di Vito Amendolagine

Trib. Roma

Edilizia residenziale pubblica

Il Tribunale di Roma risolve un'insorta controversia riguardante le conseguenze derivanti dall'applicazione di un canone di locazione superiore a quello previsto ex lege per gli immobili rientranti nell'edilizia convenzionata, e la conseguente azione di ripetizione esercitata dal conduttore per le somme corrisposte indebitamente al locatore, affermando la nullità parziale del contratto laddove prevede un canone maggiorato, ed applicando la disciplina civilistica in tema di sostituzione delle clausole difformi apposte dalle stesse parti.

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Violazione del decoro e decisione ultra petita

21 Ottobre 2019 | di Guerino De Santis

Trib. Salerno

Decoro architettonico

La decisione in commento ha un significato sociale ed assistenziale, più che giuridico. In un fabbricato non vi è un condominio ma una comunione. Il proprietario dell'appartamento al secondo piano cita dinanzi il Giudice di Pace il conduttore ed il proprietario dell'immobile al terzo piano, in quanto il primo aveva installato un montacarichi per il trasporto della legna da ardere dal piano strada, ritenendo violata la destinazione del bene comune ed alterata la stabilità e sicurezza del fabbricato. Si costituiva il conduttore comunicando di essere disabile e che non avrebbe potuto fare altrimenti.

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