Giurisprudenza commentata

Giurisprudenza commentata

Si può provare con presunzioni la condominialità di un bene comune?

30 Marzo 2020 | di Nicola Frivoli

Trib. Roma

Parti comuni (presunzione e titolo contrario)

Il giudicante è stato chiamato ad accertare la illegittimità del comportamento di un condomino volto a detenere sine titulo un locale condominiale, al fine di avvantaggiarsi dell'unità immobiliare in modo esclusivo.

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Errore contabile e revoca dell'amministratore esclusa ove sussistente volontà assembleare non impugnata

27 Marzo 2020 | di Guerino De Santis

Trib. Massa

Amministratore (revoca giudiziale)

Com'è noto, l'amministratore di condominio, così come viene nominato dall'assemblea o dal giudice, così può essere revocato. L'istituto della revoca, prevista dall'art. 1129 c.c., così come novellato dalla Riforma del 2013, disciplinato sotto l'aspetto procedimentale dall'art. 64 disp. att. c.c., è da sempre oggetto di forti contrasti in dottrina e giurisprudenza, laddove si è chiamati a stabilire il confine molto sottile che vede, da una parte, la tipizzazione più o meno tassativa delle “gravi irregolarità”, e, dall'altra, il rapporto tra l'operato irregolare dell'amministratore e l'avallo dell'assemblea non contestato in sede giurisdizionale.

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Azione revocatoria nei confronti del condomino moroso

25 Marzo 2020 | di Massimo Ginesi

Trib. Verona

Riscossione dei contributi condominiali

Il Tribunale di Verona riconosce la revocabilità, ai sensi dell'art. 2901 c.c., dell'atto di disposizione compiuto da un condomino moroso che, nella fattispecie concreta, aveva trasferito alla società di persone, cui era socio accomandatario, l'unico bene immobile di cui era proprietario. La cessione avveniva mediante conferi-mento del bene al patrimonio della società, con lo scopo di aumentare il capitale sociale in adempimento di delibera dei soci: tale atto è stato ritenuto a titolo oneroso dal giudice, a fronte del fatto che la società aveva acquisito il bene, si era accollata i debiti del cedente, garantiti dalle ipoteche iscritte sul bene oggetto di trasferimento, e la quota di partecipazione del cedente era aumentata di 15 punti percentuali. Il Tribunale sottolinea come rilevi, ai fini della sussistenza del consilium fraudis, la circostanza che il condomino, nei cui confronti il condominio aveva già ottenuto decreto ingiuntivo, con la cessione di tale bene, si sia spogliato dell'unico cespite idoneo a garantire il soddisfacimento del creditore, non sussistendo ex art. 2740 c.c. altri beni rilevanti a tal fine, mentre la circostanza che il condomino fosse anche socio illimitatamente responsabile della società cessionaria era elemento sufficiente a dedurre anche la sussistenza della scientia damni in capo all'acquirente, posto che quel requisito - per i soggetti collettivi - deve sussistere in capo alla persona che li rappresenta. La pronuncia si pone in linea con orientamenti non particolarmente diffusi, ma pacifici, di legittimità.

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Cade per un difetto di pavimentazione della scala di accesso alla cantina di pertinenza dell'abitazione: Il locatore risarcisce il marito della conduttrice

23 Marzo 2020 | di Maurizio Tarantino

Trib. Parma

Locatore (obblighi)

Chiamato ad accertare la legittimità della pronuncia resa in primo grado dal Giudice di Pace di Parma, in merito alla richiesta di risarcimento danni avanzata dal coniuge del conduttore, il Tribunale adito ha precisato che il locatore era tenuto a risarcire il danno alla salute subìto dal medesimo conduttore in conseguenza delle condizioni abitative dell'immobile locato quand'anche tali condizioni fossero note al conduttore al momento della conclusione del contratto, in quanto la tutela del diritto alla salute prevale su qualsiasi patto interprivato di esclusione o limitazione della responsabilità. Per i motivi esposti, l'appello è stato accolto con contestuale accoglimento della domanda risarcitoria.

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Ripartizione delle spese di conservazione del lastrico in uso individuale e regola della verticale effettiva

20 Marzo 2020 | di Claudio Tedeschi

Trib. Salerno

Trib. Salerno, 20 maggio 2019, 1696.pdf

Lastrico solare

Il Tribunale di Salerno ha dichiarato nulla, perché assunta in violazione del criterio legale previsto dall'art. 1126 c.c., la delibera con cui l'assemblea condominiale, a maggioranza, ha ripartito le spese per il rifacimento del lastrico solare in proprietà esclusiva, rapportando la quota gravante sulla sottostante unità abitativa al suo complessivo valore millesimale, e non già a quello riferibile alla sola porzione in concreto coperta.

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Impedito il libero accesso ad un'area destinata a transito e a parcheggio con l'installazione di una sbarra: integrato lo spoglio

16 Marzo 2020 | di Katia Mascia

Trib. Massa

Reintegrazione (azione di)

Secondo giurisprudenza consolidata, non una qualsiasi modifica apportata da un terzo alla situazione oggettiva in cui si sostanzia il possesso costituisce uno spoglio, in quanto è sempre necessario che tale modifica comprometta in maniera giuridicamente apprezzabile l'esercizio del possesso stesso. Deve, dunque, sussistere una privazione totale o parziale dello stesso, contro la volontà espressa o presunta del possessore, avente un carattere duraturo.

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Contratto di locazione: uso della clausola risolutiva espressa e osservanza reciproca della buona fede

13 Marzo 2020 | di Vito Amendolagine

Trib. Modena

Clausola risolutiva espressa

Il Tribunale di Modena esamina un'interessante questione concernente l'uso corretto della clausola risolutiva espressa contenuta in un contratto di locazione, al fine di stabilire la sua possibile incidenza sul rapporto contrattuale in corso, nel rispetto della buona fede contrattuale, per quanto attiene all'esistenza o meno di una concreta lesione del diritto del locatore nel percepire tardivamente il singolo canone di locazione rispetto alla scadenza indicata nel contratto.

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Distacco dall'impianto di riscaldamento centralizzato: regolamento di condominio e leggi regionali possono essere più limitative delle norme statali?

11 Marzo 2020 | di Adriana Nicoletti

Trib. Torino

Trib. Torino, 4 giugno 2019, n. 2723.pdf

Distacco dall’impianto centralizzato di riscaldamento

La questione concernente il distacco dall'impianto centralizzato è, malgrado l'intervento del legislatore del 2012, sempre al centro di decisioni giurisprudenziali che ripropongono all'attenzione questioni non ancora definite. La sentenza in commento rappresenta, in questo quadro, un ulteriore tassello che invita a riconsiderare una problematica che presenta ancora zone d'ombra.

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La ripartizione delle spese di manutenzione del tetto

09 Marzo 2020 | di Gennaro Guida

Cass. civ.

Spese (criteri generali di ripartizione)

Le spese relative alla conservazione del tetto di un edificio condominiale vanno ripartite - salvo che si tratti di tetto di proprietà esclusiva, assimilato al lastrico solare e, perciò, soggetto all'applicazione dell'art. 1126 c.c. - tra tutti i condomini in misura proporzionale al valore delle singole proprietà esclusive, ai sensi della prima parte dell'art. 1123 c.c., trattandosi di bene rientrante, per la funzione necessaria all'uso collettivo, tra le cose comuni, in quanto deputato a preservare l'edificio condominiale da agenti atmosferici e dalle infiltrazioni d'acqua piovana e non riconducibile, per contro, fra quelle parti suscettibili di destinazione al servizio dei condomini in misura diversa, ovvero al godimento di alcuni condomini e non di altri, di cui all'art. 1123, commi 2 e 3, c.c. (nella specie, la Suprema Corte ha confermato la pronuncia di merito, che aveva ravvisato l'obbligo di un condomino di concorrere alle spese di manutenzione del tetto del fabbricato, seppur non sovrastante alcuna unità immobiliare di sua proprietà esclusiva, in quanto strutturalmente destinato anche alla protezione dell'atrio comune).

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Parcheggio irregolare e reato di violenza privata

06 Marzo 2020 | di Maria Beatrice Magro

Cass. pen.

Responsabilità penale dei condomini

La sentenza in commento concerne un tipico caso di condanna per il reato di violenza privata, consistente nell'aver intenzionalmente parcheggiato la propria auto all'ingresso di un cortile in uso ad altri condomini, in modo tale da impedirne l'accesso e l'uso alla persona offesa avente diritto di accedervi, e nell'aver rifiutato, nonostante le sollecitazioni di rimuovere la vettura, così sortendo l'effetto coattivo violento tipico della fattispecie incriminatrice.

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