Focus

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Questioni processuali in caso di scioglimento del condominio

08 Marzo 2018 | di Alberto Celeste

Scioglimento del condominio

Lo scioglimento del condominio fa sorgere interessanti questioni di carattere processuale; invero, una volta inquadrata correttamente la natura del relativo procedimento, si pone, innanzitutto, il problema di come debba essere calcolata, ai fini della legittimazione attiva, la quota di un terzo dei comproprietari di quella parte dell'edificio della quale si chiede la separazione; ci si è, poi, chiesto se l'amministratore sia legittimato passivamente in ordine all'azione di scioglimento del condominio, oppure debbano essere convenuti in giudizio tutti i condomini; il problema si complica, infine, considerando che lo scioglimento del condominio può essere disposto con una delibera assembleare non assunta con l'unanimità dei condomini.

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Le ultime giurisprudenziali sul deposito cauzionale nel contratto di locazione

16 Febbraio 2018 | di Augusto Cirla

Trib. Roma

Deposito cauzionale

Una recente sentenza del Tribunale di Roma offre l’occasione per fare il punto sulle diverse problematiche involgenti l’istituto del deposito cauzionale quale obbligazione accessoria al contratto di locazione. Il deposito cauzionale garantisce l’adempimento, da parte del conduttore, degli impegni assunti con la sottoscrizione del contratto, e segnatamente il regolare ed integrale pagamento dei canoni, il ripristino dei danni eventualmente arrecati all'immobile nonché la restituzione del medesimo alla scadenza del rapporto. Tuttavia, in caso di inadempimento del conduttore alle proprie obbligazioni, il locatore non può limitarsi a ritenere la caparra allegando generiche contestazioni o riservandosi di agire successivamente, ma deve proporre tempestiva domanda giudiziale per l’attribuzione, in tutto o in parte, della somma ricevuta in garanzia a copertura di specifici danni subiti o di importi rimasti impagati.

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Si possono approvare innovazioni vietate se tutti i condomini sono d'accordo?

05 Febbraio 2018 | di Ferdinando Della Corte


Innovazioni vietate

Sorge il problema di stabilire se la norma sulle innovazioni di cui all'art. 1120, comma 4, c.c. sia inderogabile, o, detto in altri termini, se il divieto ivi contenuto possa essere oggetto di disposizione da parte dei condomini; a ben vedere, l'intero art. 1120 c.c. è richiamato nel comma 4 comma dell'art. 1138 c.c., segno che una disposizione del regolamento assembleare non può derogarvi, ma resta il dubbio se tale deroga possa essere introdotta con l'unanimità dei consensi attraverso un regolamento di natura contrattuale o una delibera totalitaria.

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L'identificazione dei condomini presenti alla riunione e la comunicazione del verbale agli assenti

01 Febbraio 2018 | di Alberto Celeste

Verbale assembleare

La redazione puntuale del verbale - che costituisce il mezzo (molto rigoroso) volto ad esprimere e riprodurre la volontà dell'assemblea - si rivela molto importante, per un verso...

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Le chances dei condomini estranei all'innovazione gravosa e voluttuaria

25 Gennaio 2018 | di Alberto Celeste


Innovazioni gravose o voluttuarie

Se è vero che, nel caso di innovazione gravosa o voluttuaria il cui utilizzo possa essere separato, i condomini non utilizzatori, di regola, non partecipano ad alcuna spesa per la realizzazione, né vengono coinvolti nelle relative decisioni assembleari, è altrettanto vero che l'ultimo comma dell'art. 1121 c.c. riconosce a tali condomini “estranei” la facoltà di partecipare all'innovazione contribuendo alle spese di realizzazione dell'opera nonché di manutenzione della stessa e la giurisprudenza ne definisce le modalità

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Quali controlli da parte dell’amministratore per la qualità dell’acqua nel condominio?

23 Gennaio 2018 | di Adriana Nicoletti


Impianto idrico e fognario

In àmbito condominiale, tra le innumerevoli attribuzioni poste a carico dell’amministratore, notevolmente ampliate per effetto dell’entrata in vigore della l. n. 220/2012 di modifica della precedente normativa, sono rimaste invariate quelle disposizioni che sono strettamente legate alla gestione del condominio. Tra queste assume particolare rilievo l’art. 1130, comma 1, n. 4), c.c., che impone all’amministratore l’obbligo di «compiere gli atti conservativi relativi alle parti comuni dell’edificio», là dove il termine “parti” è stato ritenuto applicabile, in via analogica, anche ai servizi.

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La nomina dell'amministratore tra accettazione e dimissioni

19 Gennaio 2018 | di Luca Santarelli


Amministratore (nomina assembleare)

Il Legislatore riformatore del 2012 ha introdotto la figura giuridica della “accettazione” della nomina dell'amministratore senza però spendere una parola sulle modalità con cui deve avvenire. Ha previsto, altresì, in modo chiaro la facoltà del condominio di revocarlo, disegnato l'iter per la revoca giudiziaria per alcune tipologie di gravi responsabiità anche su stimolo di un singolo condomino e, infine, previsto in modo testuale le dimissioni.

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Il rito prescelto e l'applicazione della sanatoria di cui all'art. 55 della l. n. 392/1978

17 Gennaio 2018 | di Giorgio Grasselli


Morosità (inadempimento)

Si vuole chiarire in maniera definitiva, sulla scorta della più recente giurisprudenza, se il conduttore in mora possa avvalersi della sanatoria di cui all'art. 55 della l. n. 392/1978 nel solo caso in cui il locatore persegua il rito speciale per convalida di sfratto, oppure anche nel caso in cui l'azione per ottenere la risoluzione del contratto sia promossa con il rito ordinario.

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La cessazione della locazione: disdetta e diniego di rinnovo

11 Gennaio 2018 | di Ladislao Kowalski

Durata locazione (uso abitativo)

Il termine disdetta è abitualmente utilizzato per indicare la comunicazione di finita locazione ma anche il c.d. diniego di rinnovo. Le locazioni ad uso diverso, sin dal 1978 e quelle abitative dal 1998, sono soggette, alla prima scadenza contrattuale, all'obbligatorio rinnovo, il quale può essere negato dal locatore solo a mezzo diniego di rinnovo. Al contrario quando il conduttore intenda far cessare la locazione alla scadenza o il locatore alle scadenze successive alla prima, la volontà negoziale sarà espressa con la disdetta.

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Inapplicabilità della mediazione obbligatoria al procedimento di revoca dell’amministratore

09 Gennaio 2018 | di Fulvio Pironti


Amministratore (revoca giudiziale)

Viene ripercorso l’orientamento giurisprudenziale tracciato da alcuni giudici di merito volto a ritenere applicabile la mediazione obbligatoria al procedimento di revoca dell’amministratore di condominio. L’attenzione si concentra sui fondamenti di tale linea interpretativa analizzando cinque profili di criticità sull’applicabilità dell’istituto mediatorio ai casi di revoca giudiziale previsti dall’art. 1129 c.c.

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