Focus

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Disdetta e rinnovo tacito nelle locazioni non abitative

07 Settembre 2017 | di Riccardo Redivo

l. 27 luglio 1978, n. 392

Diniego di rinnovazione (locazione ad uso diverso)

Nella disciplina dei contratti di locazione ad uso non abitativo, un argomento rilevante concerne la facoltà per il locatore di negare, alla prima scadenza contrattuale, il rinnovo del rapporto, invocando i motivi specifici e tassativi di cui alla l. n. 392/1978. Per garantire il corretto effetto finale del diniego di rinnovo sono determinanti le modalità con cui si procede alla disdetta anticipata del rapporto contrattuale, soprattutto con riferimento alla tempestività della comunicazione; non meno importanti, poi, i temi della rinnovazione tacita del rapporto, dei motivi di diniego e delle sanzioni previste a carico del locatore che neghi il rinnovo alla prima scadenza e poi non adibisca entro sei mesi l'immobile all'uso indicato nella disdetta comunicata all'inquilino.

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Efficacia ex nunc della sentenza di revisione delle tabelle millesimali errate

06 Settembre 2017 | di Alberto Celeste

Tabelle millesimali (profili processuali)

Una rilevante questione processuale concernente le tabelle millesimali riguarda gli effetti della sentenza conclusiva del giudizio di revisione delle tabelle millesimali, anche se oramai la giurisprudenza di legittimità si sta orientando (discutibilmente) nel senso che la revisione giudiziale delle stesse tabelle spieghi i suoi effetti solo dal passaggio in giudicato della relativa sentenza e, pertanto, operi - non ex tunc, ossia dal momento della domanda introduttiva del giudizio oppure dal momento della commissione dell'errore originario o dalla sopravvenuta opera edilizia, bensì - ex nunc, ossia per quanto concerne la successiva gestione del condominio.

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Opposizione a decreto ingiuntivo e impugnativa della delibera assembleare

01 Settembre 2017 | di Claudio Tedeschi

Riscossione dei contributi condominiali

Si affronta la tematica, di frequente ricorrenza nella prassi condominiale e giudiziaria, dei rapporti tra decreto ingiuntivo chiesto ed ottenuto dall'amministratore per la riscossione dei contributi condominiali ai sensi dell'art. 63 disp. att. c.c. e impugnativa della delibera assembleare in forza della quale l'ingiunzione é stata emessa, analizzando, alla luce dei recenti arresti del giudice di legittimità, i relativi profili di possibile interferenza e le forme di tutela per il condomino destinatario dell'ingiunzione.

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La ripartizione delle spese del servizio di portierato

31 Agosto 2017 | di Alberto Celeste

Portierato (servizio di)

Il servizio di portierato ha coinvolto spesso le aule giudiziarie per quanto concerne la problematica relativa al riparto delle relative spese; se si conviene che le spese per l'attività svolta dal portiere, in quanto resa nei confronti di tutti i condomini, debbano essere suddivise in base ai millesimi di proprietà, una questione di rilievo concerne l'imputazione delle spese di portierato anche a carico dei proprietari di unità immobiliari che abbiano un accesso autonomo dalla via pubblica e, quindi, non dall'androne comune in cui sono situati i locali della portineria.

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Carenza iniziale o venir meno dei requisiti necessari per lo svolgimento dell'attività di amministratore

30 Agosto 2017 | di Vincenzo Nasini

Trib. Padova
d.m. 140/2014

Amministratore (requisiti e incompatibilità)

La recente decisione del Tribunale di Padova del 24 marzo 2017, n. 818 affronta il problema relativo alle conseguenze del mancato assolvimento da parte dell'amministratore dell'obbligo di formazione periodica; ciò offre lo spunto per alcuni approfondimenti in ordine alla disciplina contenuta nel d.m. n.140/2014, analizzando le diverse ipotesi di mancanza in capo all'amministratore dei requisiti sia morali che professionali richiesti dalla normativa vigente per lo svolgimento dell'incarico.

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Occupazione dell’immobile e sospensione del pagamento del canone

29 Agosto 2017 | di Mauro Di Marzio

Cass. civ.

Consegna della cosa locata

La sospensione totale dell’adempimento dell’obbligazione del conduttore, e segnatamente di quella di pagare il corrispettivo pattuito, ai sensi dell’art. 1587, n. 1), c.c., è legittima soltanto qualora venga completamente a mancare la controprestazione da parte del locatore, costituendo, altrimenti, un’alterazione del sinallagma contrattuale che determina uno squilibrio tra le prestazioni delle parti, atteso che il principio "inadimplenti non est adimplendum" non può prescindere dall’osservanza dei canoni di correttezza e buona fede.

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Il pagamento a mani dell'amministratore libera il condomino

25 Agosto 2017 | di Massimo Ginesi

Azioni esecutive nei confronti del condominio

La complessa materia delle azioni esecutive contro il condominio implica la necessità di comprendere quando il singolo condomino possa essere ritenuto adempiente, sia per la sua obbligazione diretta verso il condominio, sia in riferimento ad azioni promosse dal terzo creditore nei confronti del condominio, sia con riguardo alla sua responsabilità sussidiaria ai sensi dell'art. 63, comma 2, disp. att. c.c.

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La posizione del terzo acquirente

23 Agosto 2017 | di Massimo Falabella

Trasferimento della cosa locata

Con il trasferimento della cosa locata si attua una cessione legale del contratto di locazione; il terzo acquirente subentra nel detto contratto, ma diviene titolare di quelle sole posizioni, di diritto o obbligo, che si fondino su fatti la cui efficacia non si sia completamente esaurita al momento del trasferimento. Il subentro riguarda anche i diritti e gli obblighi che siano venuti ad esistenza prima dell'acquisto, i quali producano o continuino a produrre i loro effetti dopo di quel momento. Alla luce di tale principio trovano soluzione le diverse questioni pratiche, inerenti ai principali diritti e obblighi del locatore, che inevitabilmente si pongono a seguito del trasferimento del bene.

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L'eccesso di potere nelle deliberazioni assembleari del condominio edilizio

21 Agosto 2017 | di Claudio Tedeschi

Vizi delle delibere assembleari (nullità/annullabilità)

Si esamina la particolare forma di invalidità della deliberazione assembleare condominiale, di creazione pretoria, costituita dall'eccesso di potere, cercandone di cogliere i relativi profili peculiarizzanti e di darne una relativa collocazione nell'ambito del sistematica delle patologie dell'atto negoziale gestorio del condominio edilizio per evidenziarne la relativa valenza propulsiva nell'ottica della affermazione di più ampi e differenti spazi e forme di tutela del singolo condomino a fronte di atti di gestione illegittimi.

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La ripartizione delle spese negli impianti idrici e fognari

04 Agosto 2017 | di Adriana Nicoletti

Impianto idrico e fognario

Il regime di ripartizione delle spese di manutenzione, conservazione e riparazione degli impianti idrici e fognari è strettamente legato alla loro appartenenza o meno alla comunità condominiale, nonché al fatto che gli stessi, per effetto della loro struttura e funzione, possono essere oggetto di condominio parziale tra coloro che ne sono serviti; resta fermo il fatto che l'art. 1123 c.c., norma che disciplina la suddivisione degli oneri condominiali, è soggetta a deroga da parte di un regolamento contrattuale, recepito nei singoli atti di acquisto, oppure da una delibera assembleare assunta con l'unanimità dei consensi.

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