Bussola

Avviamento commerciale

Sommario

Inquadramento | La nozione | Ambito applicativo e limiti | Automatismo del diritto a percepire l'indennità: irrilevanza del danno reale | Contatto diretto con il pubblico | Uso promiscuo: attività prevalente | Mutamento unilaterale della destinazione d'uso | Rinuncia all'indennità | Rilascio dell'immobile e diritto di ritenzione | Indennità aggiuntiva | Casistica | Guida all’approfondimento |

 

Al fine di favorire il più possibile il conduttore ed il radicamento della sua attività produttiva nel luogo ove si è avviata, il legislatore ha ideato l'istituto dell'indennità per la perdita di avviamento commerciale, quale utile deterrente alla cessazione dei rapporti di locazione commerciale. Si è così inteso tutelare la conservazione delle imprese il cui avviamento sia strettamente collegato all'ubicazione dell'immobile, disincentivando le richieste di cessazione della locazione da parte del locatore e facilitando nel contempo, con la corresponsione dell'indennità, la ripresa in altra sede dell'attività, dopo l'avvenuto rilascio. Il locatore che non intende procedere al rinnovo del contratto deve infatti corrispondere al proprio conduttore una indennità per il pregiudizio che questi si presume subisca a causa del trasferimento forzoso della propria attività in altro luogo. L'istituto in oggetto è disciplinato dagli artt. 34 e 35 della l. n. 392/1978. L'art. 34, al comma 1, dispone che, in caso di cessazione del rapporto per disdetta del locatore, il conduttore che ha utilizzato i locali per le attività indicate ai nn. 1 e 2 dell'art. 27 – attività industriali, commerciali e artigianali o di interesse turistico – matura il diritto a conseguire un'indennità pari a diciotto ...

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