Bussola

Risoluzione del contratto di locazione per fatto del conduttore

Sommario

Inquadramento | Gravità dell'inadempimento | Locazioni abitative | Locazioni non abitative | Autoriduzione del canone | Sanatoria della morosità | Guida all'approfondimento |

 

A fronte di inadempimento di una delle parti del rapporto, colui che non è inadempiente ha facoltà di scegliere il rimedio più consono ai propri interessi, potendo richiedere la manutenzione del contratto e così insistendo per l'adempimento; ovvero, esercitare l'azione di risoluzione del contratto, con l'obiettivo di sciogliersi dal vincolo. E' in ogni caso fatto salvo, in entrambe le ipotesi, il diritto a conseguire il risarcimento dei danni subiti. Il fondamento della risoluzione per inadempimento viene tradizionalmente individuato in un difetto funzionale della causa; dato che «la causa, pur esistendo originariamente, può poi non realizzarsi in conformità alla volontà negoziale per circostanze sopravvenute» (Santoro Passarelli). Il contratto a prestazione corrispettive, fra cui rientra anche la locazione, può essere risolto per grave inadempimento del debitore (art. 1453 c.c.).  Si precisa poi che dalla domanda di risoluzione l'inadempiente non può più adempiere (comma 3). Il codice esige peraltro che l'inadempienza non abbia scarsa importanza, avuto riguardo all'interesse dell'altro contraente (art. 1455 c.c.). Oltre alla gravità dell'inadempienza, la giurisprudenza esige che sussista l'imputabilità dell'inadempienza al debitore (Cass. civ., sez. III, 22 maggio 1986, n. 34...

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