Bussola

Regolamento contrattuale (formazione e contenuto)

05 Settembre 2017 |

Sommario

Inquadramento | Il regolamento c.d. di origine esterna | Differenze rispetto ai regolamenti di origine interna approvati a maggioranza | Regolamenti contrattuali e clausole non contrattuali | Il problema dell'adesione preventiva ad un regolamento in fieri | I regolamenti approvati in sede assembleare ma con il consenso unanime dei partecipanti al condominio | L'inderogabilità dell'ultimo comma dell'art 1138 c.c. | Contenuto del regolamento contrattuale | Casistica | Guida all'approfondimento |

 

Come per altri istituti, anche per il regolamento di condominio non è possibile rinvenire nella normativa civilistica vigente una puntuale definizione, ma solo la generica previsione della sua eventuale obbligatorietà. Anzi, a differenza di altri istituti (si pensi all'usufrutto, alla proprietà, ecc.), non è possibile neppure ricavare una definizione indirettamente dalle norme che lo prevedono. Infatti, l'art 1138 c.c., unica norma dedicata al regolamento, stabilisce solo che la sua formazione è obbligatoria quando i condomini (non le unità immobiliari) sono più di dieci (quindi almeno undici) e che la sua approvazione costituisce specifica attribuzione dell'assemblea la quale deve provvedervi con la maggioranza del comma 2 dell'art 1136 c.c. Quanto al contenuto, la disposizione sopra citata si limita a stabilire in modo molto generico che il regolamento deve contenere le norme circa l'uso delle cose comuni e la ripartizione delle spese secondo i diritti e gli obblighi spettanti a ciascun condomino, nonché le norme per la tutela del decoro architettonico dell'edificio e quelle relative all'amministrazione. La norma stabilisce inoltre in modo espresso che i regolamenti non possono in alcun modo menomare i diritti di ciascun condomino quali risultano dagli atti d'acquisto e dall...

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