Bussola

Negatoria (azione)

19 Settembre 2018 |

Sommario

Inquadramento | Le differenze rispetto alle altre azioni reali | La legittimazione attiva del comproprietario | Il litisconsorzio necessario sul versante passivo | Il regime probatorio agevolato | Casistica | Guida all’approfondimento |

 

L'azione negatoria è disciplinata dall'art. 949 c.c., che consta di soli due commi: «1. Il proprietario può agire per far dichiarare l'inesistenza di diritti affermati da altri sulla cosa, quando ha motivo di temerne pregiudizio. 2. Se sussistono anche turbative o molestie, il proprietario può chiedere che se ne ordini la cessazione, oltre la condanna al risarcimento del danno». L'interesse a proporre l'azione sorge allorquando venga posta in essere dal terzo un'attività implicante in concreto l'uso, che si assume abusivo, di una servitù a carico del fondo di proprietà di colui che agisce, o allorché, pur senza alcuna concreta attività materiale, il terzo pretenda in maniera esplicita di esercitare una determinata servitù; in ogni caso, l'azione negatoria è esperibile non soltanto per respingere le turbative che abbiano il contenuto di una servitù, ma anche ogni pretesa di diritto sulla cosa di proprietà dell'attore, che ne menomi la libertà e pienezza (al contrario, secondo Cass. civ., sez. II, 28 agosto 2002, n. 12607, l'azione ex art. 949 c.c. non può essere avanzata al mero fine di far dichiarare una generica libertà del fondo, indipendentemente da concreti attentati alla stessa). Tali rilievi risultano ben fissati nella pronuncia (Cass. civ., sez. II, 3 novembre 2000, n. ...

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