Bussola

Mutamento della destinazione della cosa locata

Sommario

Inquadramento | Mutamento di destinazione e mutamento di regime giuridico | L'azione di risoluzione | Uso prevalente e regime giuridico applicabile | Le pattuizioni circa la destinazione dell'immobile | Uso promiscuo | Guida all’approfondimento |

 

Il rispetto della destinazione d'uso del bene costituisce uno degli obblighi del conduttore. L'art.1587, n. 1), c.c. prescrive, infatti, che il godimento del bene abbia luogo nell'ambito dell'uso determinato nel contratto o per l'uso che può altrimenti presumersi dalle circostanze. La destinazione del bene rappresenta quindi una specificazione del godimento o, meglio, il confine entro cui questo deve attuarsi. L'art.80 della l. 392/1978, norma non abrogata espressamente dalla l. n.431/1998, stabilisce che se il conduttore adibisce l'immobile ad uso diverso da quello pattuito, il locatore può chiedere la risoluzione del contratto entro tre mesi dal momento in cui ha avuto conoscenza del mutamento di destinazione. La disposizione, pertanto, predetermina la gravità dell'inadempimento a fini risolutori, individuando, quale unico criterio rilevante a tal fine, il semplice cambio di destinazione. Decorso il termine trimestrale senza che la risoluzione sia stata chiesta, al contratto si applica il regime giuridico corrispondente all'uso effettivo dell'immobile. Qualora la destinazione ad uso diverso da quello pattuito sia parziale, al contratto si applica il regime giuridico corrispondente all'uso prevalente. La ratio della norma è quella di applicare agli immobili locati il regime g...

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