Bussola

Modificazioni delle destinazioni d’uso

26 Settembre 2017 |

Sommario

Inquadramento | Le esigenze di interesse condominiale | La differenza rispetto alle ordinarie innovazioni | Le particolari modalità dell'iter assembleare | I limiti contemplati per la realizzazione | | Guida all'approfondimento |

 

Il novello art. 1117-ter c.c. costituisce una delle new entry che danno maggiormente filo da torcere agli interpreti ed agli operatori del settore, evidenziando fin d'ora, però, che tale norma, nel corso dei lavori parlamentari, ha perso gran parte della sua efficacia dirompente, atteso che, attualmente, non contempla più la possibilità, in capo all'assemblea che delibera a maggioranza, sia pure qualificata, di «sostituire» le parti comuni dell'edificio qualora ne fosse cessata l'utilità - si pensi all'appartamento dell'ex portiere, una volta soppresso il relativo servizio - o fosse altrimenti realizzabile l'interesse in comune (norma, questa, che era stata letta come la fine del tabù secondo cui soltanto i condomini, all'unanimità, nessuno escluso, potessero disporre delle cose in comproprietà). La versione licenziata da Palazzo Madama nella seduta del 26 gennaio 2011, richiamava, poi, il quorum dell'art. 1136, comma 5, c.c. (ossia i due terzi del valore dell'edificio), mentre non è passata nemmeno la proposta di limitare le suddette modificazioni d'uso al fine soddisfare esigenze «funzionali» del condominio, contrapponendole forse a quelle meramente economiche. Nel dettaglio, la nuova disposizione stabilisce che: «1. Per soddisfare esigenze di interesse condominiale, l'assem...

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