Bussola

Locazione di cosa altrui

Sommario

Inquadramento | Gli apporti della dottrina | La locazione di cosa altrui nella giurisprudenza | Ladro, ricettatore, usurpatore | Corollari giurisprudenziali in tema di locazione di cosa altrui | La tutela del conduttore nella locazione di cosa altrui | Guida all'approfondimento |

 

Quello della locazione di cosa altrui è un tema classico, eppure riassunto in una formula fuorviante, la quale riecheggia, in modo inappropriato, la rubrica dell'art. 1478 c.c., dettato per la vendita di cosa altrui. Ognuno intende, anzitutto, che la locazione conclusa, ad esempio, dall'usufruttuario è anch'essa una locazione di cosa altrui: stipulata, però, dal titolare del diritto di godere della cosa, traendone ogni utilità (art. 981 c.c.), ivi compresi i frutti civili (art. 984 c.c.) prodotti dalla concessione del bene in locazione, sia pure entro i limiti temporali previsti dall'art. 999 c.c.. Il contratto di locazione stipulato dall'usufruttuario, dunque, è validamente ed efficacemente concluso, nè è destinato ad essere esposto ad interferenze ad iniziativa del nudo proprietario. Il poblema della locazione di cosa altrui, in simile frangente, neppure si pone. Il tema in discorso, viceversa, si impone nelle ipotesi in cui le vesti del locatore siano assunte da colui che non è titolare di un diritto, reale o personale, comprensivo della facoltà di locare (si pensi all'usuario o all'habitator, ex art. 1024 c.c., o al conduttore, in caso di sublocazione vietata) ovvero che, ancor più in radice, abbia soltanto la disponibilità materiale della cosa, quale, in caso estremo, l'u...

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