Bussola

Fondo morosità

Sommario

Inquadramento | La morosità e l'istituzione di fondi specifici nella giurisprudenza anteriore agli anni 2000 | La svolta della parziarietà e della sussidiarietà | Il fondo morosità alla prova della riforma del 2012 | Casistica | Guida all’approfondimento |

 

La giurisprudenza ha da sempre escluso che l'assemblea potesse, a maggioranza, mutare l'assetto delle obbligazioni dei singoli condomini, affermando che la delibera che comportasse oneri diversi da quelli derivanti dall'art. 1123 c.c. o derogasse ai criteri ordinari di riparto doveva ritenersi affetta da nullità, poiché incidente su materie sottratte ai poteri assembleari e che i condomini possono regolare solo tramite convenzione (Cass. civ., sez. II, 21 maggio 2012, n. 8010). Si è infatti rilevato, sin da tempi assai risalenti, che l'intera disciplina del condominio (e segnatamente gli artt. 1129, 1135, c.c.) configura una dimensione annuale della gestione condominiale (oggi confermata e rafforzata dalla novella del 2012) a cui non può derogare una decisione maggioritaria che vincoli il patrimonio dei singoli condomini ad una previsione pluriennale di spese, oltre quella annuale, ed alla quale si commisuri l'obbligo della contribuzione, così come avverrebbe nella costituzione di fondi di riserva (Cass. civ., sez. II, 21 agosto 1996, n. 7706). Anche la giurisprudenza di merito si è mostrata assai scettica circa la possibilità di istituire fondi che prescindessero dalla dimensione della gestione concreta e annuale dei beni comuni, osservando come sia illegittimo onerare i cond...

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