Bussola

Edilizia residenziale pubblica

Sommario

Inquadramento | Accesso all'abitazione in favore dei ceti non abbienti | Rilevanza del momento pubblicistico | Disposizioni applicabili e escluse | Validità del contratto con un terzo | Casistica | Guida all'approfondimento |

 

La l. n. 431/1998, che introduce la nuova normativa in materia di locazioni ad uso abitativo, superando in parte qua le disposizioni della l. n. 392/1978 (c.d. sull'equo canone), esclude espressamente, mediante l'art. 1, comma 2, lett. b), dal suo àmbito operativo, “gli alloggi di edilizia residenziale pubblica”, ai quali si applica, invece, la relativa normativa vigente statale e regionale; tuttavia, manca una definizione precisa ed esaustiva di tale tipologia locatizia, anche se, in prima approssimazione, si può ritenere che, in essa, si compendia l'attività pubblica volta a garantire a soggetti sfavoriti per condizioni economiche il godimento di un alloggio che non potrebbero altrimenti ottenere attingendo al libero mercato. Nel delineare l'evoluzione normativa della disciplina dell'edilizia residenziale pubblica, occorre prendere le mosse dalle l. 18 aprile 1962, n. 167 e 22 ottobre 1971, n. 865, che introducono i piani di zona per l'edilizia economica popolare, apprestano un'apposita organizzazione amministrativa destinata alla gestione della materia e stanziano le necessarie risorse finanziarie, segnando così il passaggio dall'idea della mera elargizione in favore dei meno abbienti a quella della realizzazione del progetto costituzionale, ove la casa - attraverso l'art. ...

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