Bussola

Convalida di licenza e sfratto (mutamento del rito)

19 Novembre 2018 |

Sommario

Inquadramento | Questione di competenza sollevata all'udienza di comparizione | La memoria integrativa | Comunicazione del provvedimento di conversione del rito al convenuto non costituito o non comparso | La trasformazione del rito comporta un nuovo rapporto processuale | Mutamento del rito e mediazione | Casistica | Guida all'approfondimento |

 

 Alla fase sommaria del procedimento di convalida di licenza o sfratto per morosità o finita locazione dopo la riforma dell'art. 667 c.p.c., di cui all'art. 73 dellal. 26 novembre 1990, n. 353, segue sempre e comunque la fase di merito previo mutamento del rito in quello locatizio disciplinato dall'art. 447-bis c.p.c. davanti allo stesso giudice, il quale esaminerà poi ogni questione non definita nella suddetta fase sommaria. Infatti come si desume dagli artt. 660, 665 e 667 c.p.c., il procedimento speciale introdotto dalla citazione per convalida di licenza per finita locazione o convalida di sfratto, una volta che il conduttore sia comparso e si sia opposto alla convalida, prevede che, se il locatore ne fa istanza, accordata o negata l'ordinanza di rilascio ed in tal modo chiusa la fase sommaria, si passi a quella di cognizione ordinaria, nella quale sarà resa la decisione sulla domanda. Pertanto, il giudice adito nella fase sommaria di licenza o sfratto, pronunciati i provvedimenti previsti dagli artt. 665 e 666 c.p.c., e in caso di opposizione del conduttore, il giudizio prosegue nelle forme del rito speciale, previa ordinanza di mutamento di rito ai sensi dell'art. 426 c.p.c. Il mutamento del rito contemplato dall'art. 667 c.p.c. attiene non ad una causa già introdotta, b...

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