Bussola

Conduttore (morte e fallimento)

21 Agosto 2017 |

Sommario

Inquadramento | La successione nella locazione abitativa | La successione nella locazione non abitativa | Il fallimento del conduttore | Guida all'approfondimento |

 

Il contratto di locazione non cessa per la morte di una delle sue parti. Per regola generale, infatti, i rapporti contrattuali si trasmettono ai successori mortis causa e la locazione non vi fa eccezione: infatti, l'art. 1614 c.c. conferisce agli eredi dell'inquilino il potere di recesso dal contratto, confermando, in tal modo, l'applicabilità del detto principio alla locazione; non potrebbe esservi recesso, infatti, senza che prima si sia attuato il subentro nel contratto. Le locazioni urbane disciplinate dalla l. n. 392/1978 e dalla l. n. 431/1998 sono tuttavia assoggettate a una disciplina speciale. Anche alla morte del conduttore si verifica infatti una successione, ma questa si attua in deroga alle regole ordinarie, dando luogo a quella che può definirsi una «vocazione anomala». Il subentro al locatario deceduto avviene in forza di disposizioni speciali di legge che hanno carattere cogente: si dice, per questo, che i successibili nella locazione siano da qualificare come legatari ex lege. Questa vicenda è disciplinata dagli artt. 6 e 37 della l. n. 392/1978, i quali, poi, regolamentano anche ulteriori fattispecie non propriamente riconducibili al fenomeno successorio. Non determina la cessazione del contratto di locazione nemmeno il fallimento del conduttore: infatti l'ar...

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