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Clausola risolutiva espressa

Sommario

Inquadramento | Clausola risolutiva e legge dell'equo canone | Profili processuali | Dichiarazione di avvalimento in sede processuale | Guida all'approfondimento |

 

Dispone l'art. 1456 c.c. che: «i contraenti possono convenire espressamente che il contratto si risolva nel caso che una determinata obbligazione non sia adempiuta secondo le modalità stabilite. In questo caso, la risoluzione si verifica di diritto quando la parte interessata dichiara all'altra che intende avvalersi della clausola risolutiva». In termini generali, la clausola risolutiva espressa è il patto mediante il quale le parti assumono un determinato inadempimento a condizione risolutiva del contratto. L'effetto risolutorio si determina, di diritto, a seguito della comunicazione del creditore che intende risolvere il contratto (comma 2). La clausola si struttura come un patto accessorio al contratto principale intercorrente tra le parti. Nonostante un orientamento scientifico autorevole di segno opposto (Bianca), la giurisprudenza è ferma nel ritenere che la clausola risolutiva espressa inserita in contratto non abbia natura vessatoria e non richieda pertanto doppia sottoscrizione, a norma dell'art. 1341, comma 2, c.c. Si argomenta affermando che la possibilità di richiedere la risoluzione del contratto è connessa alla stessa posizione di parte del contratto e la clausola si limita soltanto a rafforzarla (Cass. civ., sez. III, 8 gennaio 1992, n. 126; Cass. civ., sez. III...

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