Bussola

Canone (riduzione e autoriduzione)

21 Dicembre 2017 |

Sommario

Inquadramento | Il divieto, in generale, di autoriduzione del canone di locazione | L'inadempimento del locatore, che renda parzialmente inutilizzabile l'immobile, e il giudizio di proporzionalità | Le variazioni di canone nelle locazioni immobiliari non abitative | Le locazioni abitative, l'articolo 13 della legge n. 431/1998 | Il termine per l'esercizio del diritto alla ripetizione dei canoni non dovuti | Guida all'approfondimento |

 

Nel contratto di locazione il conduttore che ritenga di non adempiere alla propria obbligazione, riducendo o addirittura sospendendo il pagamento del canone ma continuando ad utilizzare il bene locato ed incidendo così sull'equilibrio sinallagmatico alla base del contratto, si pone a rischio della domanda di risoluzione contrattuale da parte del proprietario-locatore, nella maggior parte dei casi fondata sulla clausola risolutiva espressa all'art. 1456 c.c., ormai costante nella prassi contrattuale delle locazioni (in specie immobiliari). Il conduttore che sospende o riduce il pagamento del canone è soggetto a tale rischio, dovendosi confrontare il suo comportamento con i principi-guida in tema di inadempimento (art. 1453, e ss., c.c.) ed tema di proporzionalità e di buona fede espressi dagli artt. 1460 e 1375 c.c. Prevale quindi l'affermazione della illegittimità della autoriduzione del canone da parte del conduttore anche in presenza di contestazione giudiziale del canone prima della pronuncia del giudice, quando il giudizio è stato promosso allo scopo di accertare l'illegittimità della misura dei canoni corrisposti, ovvero in presenza di altri eventuali inadempimenti del proprietario-locatore. 

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