Bussola

Canone (aumento)

Sommario

Inquadramento | L'immodificabilità del canone | Il c.d «aumento a scaletta» | I presupposti oggettivi | L'aggiornamento Istat | Casistica | Guida all’approfondimento |

 

Tra le obbligazioni che fanno capo al conduttore c'è anche quella di corrispondere il canone di locazione pattuito e gli eventuali oneri accessori (intendendosi per tali le spese che il locatore ha sostenuto per la fornitura del riscaldamento o per altri servizi condominiali goduti dall'inquilino) alla scadenza indicata nel contratto, secondo le modalità concordate. Anche per i crediti derivanti da fitti e pigioni non è necessaria - ai fini della decorrenza degli interessi - la costituzione in mora quando il termine per pagare è scaduto e la prestazione deve essere effettuata nel domicilio del creditore. Sia per l'uso abitativo e sia per quello diverso, la misura del canone, pur ormai libera nella sua iniziale quantificazione, non può essere modificate nel corso del rapporto. Sotto tale profilo, l'art. 13 della l. n. 431/1998 per l'abitativo e l'art. 79 della l. n. 392/1978 per l'uso diverso, sono più che chiari  nel preveder la nullità di ogni pattuizione, in qualsiasi forma prevista, che determini un importo del canone superiore a quello risultante dal contratto scritto o che determini un qualsivoglia vantaggio per il locatore in contrasto con il dettato normativo. La legge non impedisce però alle parti di quantificare il canone in misura variabile di anno in anno, ma preten...

Leggi dopo