Bussola

Atti emulativi

Sommario

Inquadramento | Fra emulatività e abuso del diritto | L'emulatività nella lettura della giurisprudenza | Ipotesi per un condominio non emulativo | Guida all'approfondimento |

 

Intorno al concetto di atto emulativo, si è svolto un ampio dibattito dottrinale e giurisprudenziale nei primi anni successivi all'introduzione dell'art. 833 c.c., con posizioni anche assai contrastanti su aspetti significativi della fattispecie. Appare ormai esito consolidato che per darsi luogo ad atto emulativo debbano contemporaneamente sussistere una condotta attiva del proprietario, l'intenzione di nuocere (animus), assenza di utilità per chi lo compie e l'effettivo danno o molestia arrecati a terzi. Si è invece a lungo discusso se il comportamento vietato debba essere necessariamente commissivo oppure l'emulatività possa essere ascritta anche a condotte omissive, esito cui è pervenuta parte della dottrina e che pare invece riconosciuto talvolta in giurisprudenza assai risalente. Allo stesso modo, molto si è discusso se l'emulatività debba necessariamente riconnettersi ad atti di godimento del bene o possa ravvisarsi in atti di disposizione dello stesso, anche se l'elaborazione più autorevole giunge alla conclusione che la norma non consenta simili distinzioni, anche se - in concreto - la fattispecie delineata dall'art. 833 c.c. ha certamente maggior attitudine a concretizzarsi nel godimento del bene. Quanto all'elemento soggettivo, si è ritenuto che debba necessariament...

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