Bussola

Arbitrato e clausola compromissoria (condominio)

20 Settembre 2017 |

Sommario

Inquadramento | Il giudizio arbitrale | L'amichevole composizione della lite condominiale | L'impugnativa della delibera assembleare | Il rispetto dei termini di decadenza | L'ammissibilità dell'inibitoria | Casistica | Guida all’approfondimento |

 

Distinta dalla mediazione obbligatoria finalizzata alla conciliazione delle controversie condominiali - che si presenta, tra l'altro, come condizione di procedibilità della domanda - è il ricorso, nelle medesime cause, ad un «arbitro», ossia ad un giudice privato; invero, la conciliazione si differenzia perché, pur presupponendo anch'essa un'insorgenda vertenza, il Legislatore invita le parti a risolverla con l'individuazione, da parte del conciliatore, dei reali interessi che intendono soddisfare, per cui il medesimo conciliatore deve agevolare il loro accordo che si determina con un nuovo negozio. Entrambi gli istituti rientrano nella prospettiva di devolvere ad un soggetto, terzo rispetto al giudice, la soluzione di conflitti all'interno del condominio - campo eccezionalmente fertile di litigi - con l'obiettivo deflattivo, ossia di contribuire a sfoltire il carico di lavoro dei tribunali, in modo da riportare i tempi processuali a livelli finalmente accettabili, ma si differenziano poiché il ricorso all'arbitro è rimesso alla volontà delle parti, che possono decidervi di ricorrere in ogni momento, laddove la mediazione costituisce una sorta di filtro obbligatorio all'ingresso indiscriminato delle cause civili, nel senso che chi intende esercitare l'azione in determinate con...

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