Schede tecniche

La diagnosi energetica

Sommario

La definizione di diagnosi | Gli obblighi di legge | La diagnosi energetica in ambito civile | La diagnosi energetica in ambito industriale | Il tecnico abilitato e l'esperto in gestione energia |

La definizione di diagnosi

La diagnosi energetica, secondo la definizione fornita dalla Direttiva europea 2012/27/UE è «una procedura sistematica finalizzata a ottenere un'adeguata conoscenza del profilo di consumo energetico di un edificio o gruppo di edifici, di una attività o impianto industriale o commerciale o di servizi pubblici o privati, a individuare e quantificare le opportunità di risparmio energetico sotto il profilo costi-benefici e a riferire in merito ai risultati».

In sostanza ci si propone di raccogliere e disaggregare i consumi energetici effettivi di un edificio o di un'attività quale un processo produttivo piuttosto che un servizio pubblico o privato, per analizzarne poi ogni singola voce e identificare le possibilità di miglioramento, sia di tipo comportamentale che tecnologico, più convenienti secondo criteri economicistici.

Esiste una norma UNI che rappresenta la guida per l'elaborazione della diagnosi energetica, in settori diversi.

La norma UNI CEI EN 16247-1 «Diagnosi energetiche - Parte 1: Requisiti generali» definisce i requisiti, la metodologia comune e i prodotti delle diagnosi energetiche. Si applica a tutte le forme di aziende ed organizzazioni, a tutte le forme di energia e di utilizzo della stessa, con l'esclusione delle singole unità immobiliari residenziali. Definisce i requisiti generali comuni a tutte le diagnosi energetiche.

La norma UNI CEI EN 16247-2 «Diagnosi energetiche - Parte 2: Edifici» è applicabile alle diagnosi energetiche specifiche per gli edifici. Essa definisce i requisiti, la metodologia e la reportistica di una diagnosi energetica relativa a un edificio o a un gruppo di edifici, escludendo le singole residenze private.

La norma UNI CEI EN 16247-3 «Diagnosi energetiche - Parte 3: Processi» definisce i requisiti, la metodologia e la reportistica di una diagnosi energetica nell'ambito di un processo, relativamente a:

      a) organizzare e condurre una diagnosi energetica;

      b) analizzare i dati ottenuti con la diagnosi energetica;

      c) riportare e documentare i risultati della diagnosi energetica. La norma si applica ai luoghi in cui l'uso di energia è dovuto al processo.

La norma UNI CEI EN 16247-4 «Diagnosi energetiche - Parte 4: Trasporto», infine, determina i requisiti, la metodologia e la reportistica specifici per le diagnosi energetiche nel settore dei trasporti e affronta ogni situazione in cui viene effettuato uno spostamento, non importa chi sia l'operatore (compagnia pubblica o privata o se l'operatore si dedica esclusivamente al trasporto oppure no). Le procedure qui descritte si applicano alle diverse modalità di trasporto (stradale, ferroviario, marittimo, aereo), oltre che ai differenti ambiti (locale, a lunga distanza) e all'oggetto trasportato (fondamentalmente merci e persone).

La più recente UNI CEI EN 16247-5 «Diagnosi energetiche. Parte 5: Competenze dell'auditor energetico», descrive la figura dell'auditor energetico definito da questa norma completa, accanto alle ESCO (UNI CEI 11352) e agli EGE (UNI CEI 11339), il gruppo di soggetti chiamati dal decreto citato a svolgere il servizio di diagnosi energetica per i soggetti obbligati a partire dal luglio 2016. A questi si aggiunge ISPRA per le aziende registrate EMAS.

La parte 5 specifica in particolare le competenze che l'auditor energetico o un team di auditor energetici deve possedere per effettuare in maniera efficace diagnosi energetiche conformi ai requisiti della parte 1 (aspetti generali delle diagnosi) eventualmente integrata dalle parti specifiche per i settori «Edifici», «Processi» e «Trasporti».

 

In quanto procedura sistematica la diagnosi energetica deve possedere i seguenti requisiti:

  • Completezza: definizione del sistema energetico comprensivo degli aspetti energetici significativi;
  • Attendibilità: acquisizione di dati reali in numero e qualità necessari per lo sviluppo dell'inventario energetico della diagnosi energetica e sopralluogo del sistema energetico; fatte salve deroghe motivate limitate al contesto civile residenziale quando esplicitamente previste dalla normativa vigente.
  • Tracciabilità: identificazione e utilizzo di un inventario energetico, documentazione dell'origine dei dati e dell'eventuale modalità di elaborazione dei suoi dati a supporto dei risultati della diagnosi energetica, comprensivo delle ipotesi di lavoro eventualmente assunte;
  • Utilità: identificazione e valutazione sotto il profilo costi/benefici degli interventi di miglioramento dell'efficienza energetica espressi attraverso documentazione adeguata e differenziata in funzione del settore, delle finalità e dell'ambito di applicazione, trasmessa al committente.
  • Verificabilità: identificazione degli elementi che consentono al committente la verifica del conseguimento dei miglioramenti di efficienza risultanti dalla applicazione degli interventi proposti
  • Le opportunità di risparmio energetico e/o miglioramento dell'efficienza energetica derivanti dall'esecuzione della diagnosi energetica devono considerare i vincoli imposti dal committente e le possibili interferenze con sicurezza, ambiente, qualità, salute e condizioni lavorative.

 

Gli obblighi di legge

Il d.lgs. n. 102/2014 ha reso obbligatoria la redazione della diagnosi energetica, redatta conformemente alla norma UNI CEI EN 16247, nei seguenti casi:

- grandi imprese;

- aziende a forte consumo di energia, ovvero quelle che rispettano entrambe le seguenti condizioni:

  • abbiano utilizzato almeno 2,4 GWh di energia elettrica oppure almeno 2,4 GWh di energia diversa dall'elettrica;
  • siano caratterizzate da un rapporto tra il costo effettivo dell'energia e il fatturato pari almeno al 3%.

Tale obbligo è giustificato dal fatto che il decreto nasce, in attuazione alla direttiva 2012/27/UE, con il fine di individuare un quadro di misure per la promozione e il miglioramento dell'efficienza energetica che concorrono al conseguimento dell'obiettivo nazionale di risparmio energetico. Il decreto, inoltre, detta norme finalizzate a rimuovere gli ostacoli sul mercato dell'energia e a superare le carenze del mercato che frenano l'efficienza nella fornitura e negli usi finali dell'energia.

Normalmente la diagnosi energetica è resa obbligatoria per la partecipazione a bandi di finanziamento regionali o comunali.

Anche il conto termico, richiede la redazione di una diagnosi energetica nei seguenti casi:

La diagnosi energetica precedente l'intervento e APE successiva sono obbligatorie e devono corredare la richiesta di incentivo nei casi elencati di seguito, a pena di decadenza, per il riconoscimento degli incentivi.

      a) in tutti gli edifici esistenti, parti di edifici o unità immobiliari, per interventi di isolamento termico di superfici opache delimitanti il volume climatizzato (tipologia 1.A);

      b) per interventi che prevedono la trasformazione degli edifici esistenti, dotati di impianto di climatizzazione, in «edifici a energia quasi zero» (tipologia 1.E);

      c) in edifici con impianto di riscaldamento di potenza nominale totale del focolare (se non applicabile, da intendersi potenza nominale totale utile) maggiori o uguali a 200 kWt, per interventi, realizzati sull'intero edificio, di:

  • sostituzione di chiusure trasparenti comprensive di infissi delimitanti il volume climatizzato (tipologia 1.B);
  • sostituzione di impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti utilizzanti generatori di calore a condensazione (tipologia 1.C);
  • installazione di sistemi di schermatura e/o ombreggiamento di chiusure trasparenti (tipologia 1.D);
  • sostituzione di impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti dotati di pompe di calore, elettriche o a gas, utilizzanti energia aerotermica, geotermica e idrotermica (tipologia 2.A);
  • sostituzione di impianti di climatizzazione invernale o di riscaldamento delle serre e dei fabbricati rurali esistenti con impianti dotati di generatore di calore alimentato da biomassa (tipologia 2.B);
  • installazione di collettori solari termici, anche abbinati a sistemi di solar cooling (tipologia 2.C);
  • sostituzione di impianti di climatizzazione invernale esistenti con sistemi ibridi a pompa di calore (tipologia 2.E)

 

La diagnosi e la certificazione energetica dell'edificio non sono richieste per installazioni di collettori solari termici abbinati a sistemi per la produzione di calore di processo e ad impianti asserviti a reti di teleriscaldamento o teleraffrescamento.

La diagnosi e l'Attestato di Prestazione Energetica devono essere redatte secondo le norme indicate a seguire e comunque, nel rispetto delle vigenti disposizioni nazionali o regionali, ove presenti:

  • le diagnosi energetiche dovranno essere redatte, preferibilmente, nel rispetto del pacchetto di norme UNI CEI EN 16247. Dovranno inoltre seguire i criteri minimi previsti dall'allegato 2 del d.lgs. n. 102/2014;
  • gli attestati di prestazione energetica devono essere conformi al d.lgs. 19 agosto 2005, n. 192 e successive modificazioni, nonché ai decreti attuativi dello stesso.”

Più recentemente il decreto «requisiti minimi» del 26/06/2015, nell'allegato 1, ha previsto obbligatoriamente la redazione della diagnosi energetica, e precisamente ha prescritto che:

«Nel caso di ristrutturazione o di nuova installazione di impianti termici di potenza termica nominale del generatore maggiore o uguale a 100 kW, ivi compreso il distacco dall'impianto centralizzato anche di un solo utente/condomino, deve essere realizzata una diagnosi energetica dell'edificio e dell'impianto che metta a confronto le diverse soluzioni impiantistiche compatibili e la loro efficacia sotto il profilo dei costi complessivi (investimento, esercizio e manutenzione). La soluzione progettuale prescelta deve essere motivata nella relazione tecnica di cui al paragrafo 2.2, sulla base dei risultati della diagnosi. La diagnosi energetica deve considerare, in modo vincolante ma non esaustivo, almeno le seguenti opzioni:

      a) impianto centralizzato dotato di caldaia a condensazione con contabilizzazione e termoregolazione del calore per singola unità abitativa;

      b) impianto centralizzato dotato di pompa di calore elettrica o a gas con contabilizzazione e termoregolazione del calore per singola unità abitativa;

      c) le possibili integrazioni dei suddetti impianti con impianti solari termici;

      d) impianto centralizzato di cogenerazione;

      e) stazione di teleriscaldamento collegata a una rete efficiente come definita al d.lgs. n.  102/2014;

      f) per gli edifici non residenziali, l'installazione di un sistema di gestione automatica degli edifici e degli impianti conforme al livello B della norma EN15232.»

Come è possibile vedere il legislatore, con l'obbligo della diagnosi energetica, vuole rendere consapevole l'utente delle possibilità che ha di poter efficientare il proprio impianto, spendendo meno e inquinando meno, disincentivando il distacco dagli impianti centralizzati o la dismissione degli impianti centralizzati.

La diagnosi energetica, quindi, è da intendersi come obbligo di legge utile ad evitare di peggiorare la situazione energetico-ambientale nazionale.

La diagnosi energetica in ambito civile

Obiettivo della diagnosi energetica in ambito civile è quello di individuare le inefficienze del sistema edificio impianto e di quantificare gli interventi di miglioramento energetico possibili.

Il primo passo da compiere per redigere una diagnosi energetica è quello di ricostruire il profilo dei consumi energetici, ovvero di individuare quanta energia viene utilizzata e quali sono i flussi energetici.

 

 

Per tarare il modello matematico che rappresenti correttamente il sistema edificio impianto, è necessaria la simulazione del sistema secondo il metodo Tailored rating, previsto dalla norma UNI TS 11300. Impostando le condizioni ambientali reali, fissando le reali condizioni di esercizio del sistema, descrivendo le strutture nello stato in cui si trovano, le prestazioni energetiche calcolate, dell'edificio-impianto, debbono rispondere ai reali consumi riportati nelle bollette. Il modello così tarato, può ben rappresentare il caso di studio. Da qui, è possibile rilevare i rendimenti dei sottosistemi (rendimento di generazione, rendimento di distribuzione, rendimento di emissione, rendimento di regolazione), evidenziare le perdite e le inefficienze. In questo modo è possibile simulare ogni intervento di efficientamento energetico e prevedere, quindi, una riduzione sui consumi energetici.

Stimata la riduzione del fabbisogno di energia per la climatizzazione invernale raggiungibile con gli interventi di efficientamento (raramente per la climatizzazione estiva), valutati i costi dell'intervento, considerando gli incentivi fiscali, è possibile valutare il tempo di ritorno dell'investimento.

L'intervento di efficientamento energetico, proposto nella diagnosi energetica, consente all'utente di effettuare una scelta consapevole, conoscendo la spesa che dovrà sostenere e la riduzione dei costi di mantenimento che verrà a realizzarsi.

Nel processo di diagnosi è previsto un percorso di analisi e ricerca degli indici energetici, da confrontare con gli obiettivi che ci si prefigge di raggiungere.

L'iter ripetitivo consente di confrontare gli indici di riferimento con quelli reali, ipotizzando interventi di miglioramento energetico, fino a quando l'obiettivo ipotizzato non sia raggiunto.

 

Tempo di ammortamento dell'impianto

È possibile anche effettuare rilievi di tipo strumentale, per verificare e identificare le perdite del nostro sistema, nonché per approfondire la necessità di effettuare interventi di efficientamento energetico.

L'indagine termografica è una tecnica utile ad individuare i ponti termici dello stabile e a cercare soluzioni migliorative per ridurre i costi e aumentare il benessere abitativo.

Indagine termografica

 

La diagnosi energetica in ambito industriale

La diagnosi energetica in ambito industriale prevede un accurato studio dei processi industriali, con l'analisi dei consumi e l'individuazione dei flussi energetici.

 

Grafico per l'analisi dei consumi e dei flussi

 

In prima fase è opportuno effettuare un rilievo dettagliato delle apparecchiature installate e degli orari di accensione/spegnimento.

Tramite semplici schede è possibile ricostruire con sufficiente accuratezza lo schema dei flussi e la mappa degli assorbimenti.

 

 

 

 

Schede di valutazione

 

Come in ambito civile, ma con uno studio di fattibilità e di ricerca di concreta utilità, è possibile individuare indici di prestazione energetica per confrontare la prestazione obiettivo con quella realmente rilevabile.

 

 

Noto il profilo dei consumi, è possibile ipotizzare i singoli interventi di efficientamento energetico.

Gli stessi interventi saranno ordinati per I, ovvero indice di profitto.

 

 

 

Analisi degli interventi di efficientamento

 

Il tecnico abilitato e l'esperto in gestione energia

Come precedentemente anticipato l'effettuazione di una diagnosi energetica richiede figure qualificate (esperto in gestione energia certificato da ente terzo).

In particolare le grandi imprese eseguono una diagnosi energetica, condotta da società di servizi energetici, esperti in gestione dell'energia o auditor energetici e da ISPRA relativamente allo schema volontario EMAS, nei siti produttivi localizzati sul territorio nazionale entro il 5 dicembre 2015 e successivamente ogni 4 anni, in conformità ai dettati di cui all'allegato 2 al presente decreto. Tale obbligo non si applica alle grandi imprese che hanno adottato sistemi di gestione conformi EMAS e alle norme ISO 50001 o EN ISO 14001, a condizione che il sistema di gestione in questione includa un audit energetico realizzato in conformità ai dettati di cui all'allegato 2 al presente decreto. I risultati di tali diagnosi sono comunicati all'ENEA e all'ISPRA che ne cura la conservazione.

Decorsi 24 mesi dalla data di entrata in vigore del d.lgs. n. 102/2014, le diagnosi energetiche sono eseguite da soggetti certificati da organismi accreditati ai sensi del regolamento comunitario n. 765/2008 o firmatari degli accordi internazionali di mutuo riconoscimento, in base alle norme UNI CEI 11352, UNI CEI 11339 o alle ulteriori norme di cui all'art. 12, comma 3 del d.lgs. cit., relative agli auditor energetici, con l'esclusione degli installatori di elementi edilizi connessi al miglioramento delle prestazioni energetiche degli edifici. Per lo schema volontario EMAS l'organismo preposto è ISPRA.

L'accesso dei partecipanti al mercato che offre i servizi energetici è basato su criteri trasparenti e non discriminatori (comma introdotto dall'art. 4 del d.lgs. n. 141/2016).

Le imprese a forte consumo di energia che ricadono nel campo di applicazione dell'articolo 39, comma 1 o comma 3, del d.l. 22 giugno 2012, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 134, sono tenute, ad eseguire le diagnosi di cui al comma 1, con le medesime scadenze, indipendentemente dalla loro dimensione e a dare progressiva attuazione, in tempi ragionevoli, agli interventi di efficienza individuati dalle diagnosi stesse o in alternativa ad adottare sistemi di gestione conformi alle norme ISO 50001.

La UNI CEI EN 16247-5 «Diagnosi energetiche. Parte 5: Competenze dell'auditor energetico», ultima uscita, descrive la figura dell'auditor energetico definito da questa norma completa, accanto alle ESCO (UNI CEI 11352) e agli EGE (UNI CEI 11339), il gruppo di soggetti chiamati dal decreto citato a svolgere il servizio di diagnosi energetica per i soggetti obbligati a partire dal luglio 2016. A questi si aggiunge ISPRA per le aziende registrate EMAS.

La parte 5 specifica in particolare le competenze che l'auditor energetico o un team di auditor energetici deve possedere per effettuare in maniera efficace diagnosi energetiche conformi ai requisiti della parte 1 (aspetti generali delle diagnosi) eventualmente integrata dalle parti specifiche per i settori «Edifici», «Processi» e «Trasporti».

È importante infine chiarire che questa nuova figura non deve essere confusa con quella di “auditor” di sistema attiva nel mondo dei sistemi di gestione dell'energia, della qualità o dell'ambiente e che ha un ruolo completamente diverso. Per quanto riguarda il prossimo futuro, il CTI si è già attivato per formulare una prima proposta di schema di qualificazione da sottoporre ad Accredia nell'ambito delle attività specifiche previste dall'art. 12 del d.lgs. n. 102/2014.

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