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È violenza privata strappare e ingoiare il verbale dell'assemblea

Nel giudizio di merito era stata confermata la responsabilità di Tizio, per il reato di violenza privata ex art. 610 c.p., per avere costretto i condomini a sospendere i lavori dell'assemblea condominiale. In particolare, oltre alle minacce, Tizio aveva strappato e ingoiato una pagina del verbale dell'assemblea. Avverso tale pronuncia, l'imputato eccepiva che la violenza o le minacce attribuite non avrebbero esercitato alcuna influenza limitativa della libertà dei condomini, in quanto l'assemblea aveva già approvato i lavori che l'imputato non voleva; inoltre, la Corte non aveva considerato la reazione violenta subita da Tizio dagli altri condomini.

Nel giudizio di legittimità, la S.C. conferma il ragionamento espresso nel provvedimento impugnato. Difatti, a nulla rilevava che la delibera fosse stata già approvata (nel senso che si era già formata la volontà assembleare), in quanto la costrizione concerneva: la sospensione dell'assemblea condominiale; la richiesta dell'intervento della polizia e la nuova redazione del verbale strappato ed ingoiato dall'imputato. Né la condotta minacciosa e violenta erano suscettibili di essere obliterati dall'asserita reazione degli altri condomini, trattandosi di comportamento che, a prescindere dalle valutazioni eventualmente rilevanti ai sensi dell'art. 52 c.p., era successiva alla condotta dell'imputato, e non ne elideva la tipicità. Per le suesposte ragioni, il ricorso è stato rigettato.

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