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Codice del consumo: norme applicabili alle convenzioni di ripartizione delle spese condominiali predisposte dal costruttore

29 Agosto 2019 |

Cass. civ.

Condominio-consumatore

La società beta aveva proposto opposizione avverso il decreto ingiuntivo che le intimava di pagare circa 5 mila euro a titolo di oneri condominiali. Tuttavia, il giudizio in esame era stato definito con pronuncia che dichiarava la cessazione della materia del contendere per alcune delle unità immobiliari di proprietà della società ricorrente; di conseguenza, il Giudice di Pace condannava la società a pagare solo la minor somma di circa 300 euro. Successivamente, il Tribunale adito rigettava l'appello proposto dal Condominio; difatti, la delibera condominiale del 2012, di addebito delle spese, era nulla perché a maggioranza aveva previsto criteri di riparto degli oneri in contrasto con il regolamento condominiale. Inoltre, secondo il Tribunale, doveva considerarsi valida anche la clausola prevista dal regolamento condominiale, richiamato nei contratti di acquisto dei singoli condomini, che esonerava la società beta dal pagamento degli oneri condominiali su tutte le unità immobiliari di sua proprietà rimaste invendute, se non utilizzate. Avverso tale decisione, il Condominio ha proposto ricorso in Cassazione eccependo la vessatorietà della clausola di esonero dalle spese condominiali, in ragione sia della durata illimitata dell'esonero, sia della posizione di consumatore del Condominio.

Nel giudizio di legittimità, la S.C. conferma il ragionamento espresso nel provvedimento impugnato. Invero, le norme del Codice del consumo sono applicabili alle convenzioni di ripartizione delle spese condominiali predisposte dal costruttore, o dall’originario unico proprietario dell'edificio condominiale, in quanto oggettivamente ricollegabili all'esercizio dell'attività imprenditoriale o professionale da quello svolta, e sempre che il condomino acquirente dell'unità immobiliare di proprietà esclusiva rivesta lo status di consumatore, agendo per soddisfare esigenze di natura personale, non legate allo svolgimento di attività imprenditoriale o professionale. Nella fattispecie in esame, tuttavia, il Tribunale aveva escluso che la vessatorietà della clausola potesse essere fatta valere nei confronti della società ricorrente: questa era beneficiaria dell'esonero dalle spese ma non il soggetto che aveva venduto gli immobili. Per le suesposte ragioni, il ricorso del Condominio è stato rigettato.

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