Giurisprudenza commentata

Violazione della normativa antisismica e presunzione di pericolosità della sopraelevazione

Sommario

Massima | Il caso | La questione | Le soluzioni giuridiche | Osservazioni | Guida all'approfondimento |

 

Con una recente ordinanza, interessante anche per i riflessi pratici, specie in Italia ad alto rischio di terremoti, il Supremo Collegio ha chiarito che il divieto di sopraelevazione per inidoneità delle condizioni statiche dell'edificio, previsto dall'art. 1127, comma 2, c.c., va interpretato non nel senso che la sopraelevazione è vietata solo se le strutture non permettano di sopportarne il peso, ma nel senso che il divieto sussiste anche nel caso in cui le strutture sono tali che, una volta elevata la nuova fabbrica, non consentano di sopportare l'urto di forze in movimento quali le sollecitazioni di origine sismica, precisando che il limite delle condizioni statiche dell'edificio è espressione di un divieto assoluto, a cui è possibile ovviare solo se, con il consenso unanime dei condomini, il proprietario sia autorizzato all'esecuzione delle opere di rafforzamento e di consolidamento necessarie a rendere idoneo il fabbricato a sopportare il peso della nuova costruzione.

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