Giurisprudenza commentata

È nulla la pattuizione che conferisce il diritto “reale di uso esclusivo” su una porzione comune dell'edificio

Sommario

Massima | Il caso | La questione | Le soluzioni giuridiche | Osservazioni | Riferimenti |

 

Intervenendo a comporre un contrasto verificatosi all'interno delle Sezioni semplici e decidendo una questione di massima di particolare importanza, le Sezioni Unite della Cassazione affermano che, stante il principio del numerus clausus dei diritti reali vigenti nel nostro ordinamento, è precluso agli stipulanti conferire il c.d. diritto “reale” di uso esclusivo su parti comuni dell'edificio in àmbito condominiale, lasciando, però, aperta la possibilità che il diritto di uso esclusivo, sussistendone i presupposti normativamente previsti, possa essere ricondotto nel “diritto reale d'uso” contemplato dall'art. 1021 c.c., oppure che il contratto stipulato, interpretando la reale volontà dei contraenti, possa convertirsi in contratto avente ad oggetto la concessione di un uso esclusivo e perpetuo (ma solo inter partes) di natura “obbligatoria”.

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