Giurisprudenza commentata

Novazione del contratto di locazione e principio di immutabilità del canone legalmente dovuto

Sommario

Massima | Il caso | La questione | Le soluzioni giuridiche | Osservazioni | Guida all'approfondimento |

 

Chiamata a pronunciarsi sulla validità della clausola di aumento del canone inserita in un contratto di locazione intercorso tra le medesime parti ed avente ad oggetto l'immobile già condotto in locazione in forza di un precedente contratto sottoscritto con il medesimo locatore, nonché su analoga clausola inserita nel contesto in una successiva “convenzione modificativa di contratto di locazione ad uso commerciale”, e sulla conseguente richiesta, avanzata dal conduttore, frattanto subentrato ex art. 36, l. n. 392/1978 nel rapporto locatizio di cui a detta ultima convenzione in forza di contratto di cessione di ramo d'azienda, di restituzione dei canoni corrisposti in eccesso rispetto al dovuto, la Corte d'Appello escludeva la natura novativa del secondo contratto di locazione, conseguentemente accertando e dichiarando la nullità della clausola di aumento del canone di locazione, di contro affermando la validità di quella contenuta nella convenzione, in quanto novativa rispetto al precedente contratto, rigettando tuttavia rigettare la domanda dell'appellante, conduttore in forza dell'intervenuta cessione d'azienda, stante la dichiarata carenza di legittimazione attiva in ordine alla richiesta di restituzione del canone.

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