Giurisprudenza commentata

Le somme di denaro anticipate dall'amministratore uscente, in nome e per conto del condominio, vanno richieste al condomino moroso

Sommario

Massima | Il caso | La questione | Le soluzioni giuridiche | Osservazioni | Guida all'approfondimento |

 

Già prima dell'entrata in vigore della l. n. 220/2012, di riforma della normativa condominiale, si era discusso sulla natura delle obbligazioni condominiali e si oscillava tra un orientamento che riconosceva ad esse natura intrinsecamente parziaria ed un altro che riteneva che i condomini fossero legati tra loro da un vincolo di solidarietà verso l'esterno, per cui ognuno poteva essere chiamato a rispondere del debito altrui, salvo successiva rivalsa. Successivamente all'intervento dei supremi giudici della legittimità e all'introduzione della legge di riforma della normativa di settore, la questione è stata risolta a favore del criterio della parziarietà. Il credito dell'amministratore di condominio per il recupero delle somme anticipate nell'interesse del condominio si basa, ex art. 1720 c.c., sul contratto di mandato con rappresentanza che intercorre con i condomini, sicché grava sullo stesso la prova degli esborsi effettuati presentando un rendiconto del proprio operato che deve necessariamente comprendere la specificazione dei dati contabili delle entrate, delle uscite e del saldo finale.

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