Giurisprudenza commentata

Lavori straordinari svolti nel condominio minimo: il silenzio del condomino non costituisce consenso tacito al contratto di appalto

20 Novembre 2019 |

Trib. Firenze

Condominio minimo

Sommario

Massima | Il caso | La questione | Le soluzioni giuridiche | Osservazioni | Guida all'approfondimento |

 

Chiamato ad accertare l'obbligo di contribuzione di un condomino proprietario di un garage di un condominio minimo, il Tribunale adìto ha evidenziato che il silenzio tenuto da questo in relazione ai lavori della facciata principale non poteva assumere in modo inequivoco il significato di ratifica tacita dell'operato della ditta o del c.d. silenzio circostanziato al fine della manifestazione di un consenso tacito al contratto di appalto, poiché ciò presupporrebbe quanto meno la prova della consapevolezza, da parte di tale soggetto, di essere tenuto a contribuire per i lavori di rifacimento della facciata, il che non poteva affermarsi nel caso di specie non essendovi la prova che egli avesse una simile consapevolezza. Inoltre, nell'ipotesi di c.d. piccolo condominio, le spese necessarie alla conservazione o alla riparazione della cosa comune devono essere oggetto di regolare delibera adottata previa rituale convocazione dell'assemblea dei condomini, della quale non costituisce valido equipollente il mero avvertimento, o la mera o comunicazione all'altro condomino della necessità di provvedere a determinati lavori. Per tali motivi, il decreto ingiuntivo della ditta è stato annullato.

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