Giurisprudenza commentata

D.p.c.m. illegittimi: il conduttore non può chiedere la rinegoziazione del contratto a causa delle limitazioni imposte dal governo

Sommario

Massima | Il caso | La questione | Le soluzioni giuridiche | Osservazioni | Riferimenti |

 

Chiamato a valutare la convalida dello sfratto per morosità del conduttore moroso di un’attività commerciale chiusa durante il lockdown, il Tribunale capitolino adìto ha ritenuto i d.P.C.M. illegittimi e sprovvisti del potere necessario per imporre limitazioni alla libertà personale. Dunque, il conduttore non può chiedere la rinegoziazione del contratto, né opporsi validamente allo sfratto per morosità, avanzando di non aver potuto pagare a causa delle limitazioni imposte. Anzi, l’inquilino avrebbe dovuto impugnare i d.P.C.M., con ciò eliminando in radice le conseguenze che ne sono derivate. In questo senso, il danno ricevuto dal conduttore non può qualificarsi come danno da emergenza sanitaria, ma danno da attività provvedimentale, che si reputa illegittima. Danno che, in tal senso, la parte (il conduttore) non si è attivata in alcun modo per rimuovere al fine di eliminarne gli effetti dannosi, che dunque avrebbe potuto evitare.

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